La concimazione del grano: partire bene per garantire le rese

L’autunno è alle porte e occorre prepararsi per la semina dei cereali autunno vernini. Le condizioni di mercato sono interessanti per i prezzi del grano (e dei cereali in genere), ma allo stesso tempo ardue per quanto concerne i mezzi tecnici e soprattutto i fertilizzanti.
La pianificazione della concimazione del frumento richiede pertanto un’attenta riflessione su quale strategia intraprendere al fine di contenere costi e massimizzare le rese.
Vanno considerati fattori quali: il costo dei fertilizzanti, la fertilità fisico-chimica del terreno, le potenzialità storiche dell’azienda in termini di resa, la coltura in successione, ecc.

La concimazione del frumento dovrebbe seguire due principi portanti:

  • impostare la concimazione sulla base delle rese storiche aziendali (sarebbe del tutto inappropriato pianificare elevate concimazioni, qualora le rese attese fossero modeste) e quindi in funzione delle asportazioni degli elementi nutritivi dal terreno (vedi tabella 1).
  • seguire le indicazioni normative inerenti alla direttiva nitrati, eventuali adesioni a disciplinari di produzione regionali (misure agroambientali) e a disciplinari volontari, nel caso si aderisca a progetti di filiera privati.
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Tabella 1: Asportazione degli elementi nutritivi (kg/ha) in funzione delle resa/ha di granella. La quantità cambia se oltre alla granella si preleva anche la paglia (per approfondimenti clicca sulla tabella)

Cerea FCP ha condotto negli ultimi anni diverse prove di concimazione su frumento, al fine di individuare strategie efficaci e sostenibili per l’ambiente. Tra queste una prova particolarmente significativa si è svolta in provincia di Rovigo e ha messo a confronto tre tecniche, con interventi a partire dalla concimazione di fondo fino alla fase di spigatura.

L’interesse principale è stato rivolto alla concimazione di fondo, sulla quale si sono principalmente differenziate le tecniche, mentre una quarta tesi ha ricevuto solo la concimazione azotata di copertura. Per tutti i trattamenti si sono utilizzati prodotti della Cerea FCP (vedi tabella 2 per tesi e quantità distribuite).

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Tabella 2: apporti totali fino alla spigatura della coltura

Gli interventi comuni tra le tesi sono stati:

  • due settimane prima della semina: 80 unità di potassio (la dotazione del terreno era medio scarsa);
  • a fine accestimento un intervento con Cereaslow 33 e – a fine levata – uno con CereaS 38. Entrambi i prodotti sono caratterizzati da un alto contenuto di azoto e zolfo e sono indicati per favorire l’accumulo proteico dei cereali. Il Cereaslow 33 è a base di azoto stabilizzato con NBPT, che consente di ridurre fortemente le perdite per volatilizzazione (le quantità dei due sono state dosate in modo da avere apporti totali di azoto simili tra le tesi (vedi tabella 2);
  • stadio di botticella: applicazione fogliare di 5 l/ha di Leaf N (in associazione a prodotti di difesa); anche in questo caso una combinazione di azoto e zolfo per aiutare la coltura a superare gli stress dovuti a non ottimali condizioni ambientali e ad accrescere le rese; la presenza di boro in questo prodotto stimola inoltre la fioritura;
  • alla spigatura: applicazione fogliare di 4 l/ha di Verv che, applicato insieme ai prodotti di difesa, ne facilita l’assorbimento; la presenza di amminoacidi ha inoltre un effetto biostimolante che favorisce il superamento di stress abiotici.

Le tesi si sono invece differenziate come segue: due con applicazione di fondo in pre-semina dei tradizionali granulari, una con 330 kg/ha di CereaPhos e l’altra con altrettanto di Granoro, la terza impiegando 50 kg/ha di SuperPower, un concime microgranulare (0,7-2 mm diametro) studiato per essere distribuito nel solco di semina (vedi la prima colonna della tabella 1 per le percentuali dei nutrienti)..

Dopo un mese e mezzo dalla semina,  nella tesi concimata con SuperPower si è verificato il cosiddetto “effetto starter”, che ha dato luogo ad una maggiore emergenza (maggior numero di piante nate) rispetto a quella non concimata (+ 20% circa), ma anche rispetto alle tesi che hanno ricevuto concime di fondo (+14% e oltre) (figure 1 e 2); l’assorbimento del fosforo, elemento essenziale in questa fase fenologica, è stato infatti facilitato sia dalla presenza dell’azoto, sia dal posizionamento vicino alle radici.

L’effetto positivo della concimazione starter si è mantenuto anche dopo 6 mesi dalla semina (spigatura) in quanto la tesi concimata con SuperPower ha presentato un maggior numero di spighe per m2, sia rispetto alla tesi non concimata (+21%), sia rispetto a quelle che hanno ricevuto la concimazione di fondo (in particolare +20% su quella con solo fosforo) (figura 1).

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Figura 1: emergenza media (semi germinabili per parcella 459) - rilievo effettuato alla 2-3 foglia; numero di spighe medio al metro quadrato rilevato a metà maggio
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Figura 2: al centro è evidente a fine marzo l'effetto starter, rispetto alle tesi ai lati non concimate con SuperPower

In sintesi, l'utilizzo di Super Power nel solco di semina ha consentito di:l’

  • incrementare l’efficienza dei fertilizzanti impiegati (riducendo i costi)
  • rispettare l’ambiente (solo 14 unità/ettaro di fosforo rispetto ai 66 e 132 delle altre due con concimazione di fondo)
  • migliorare l’emergenza e l’accestimento
  • mantenere un elevato investimento di spighe per m2

La soluzione che prevede l’impiego di Granoro resta comunque una valida alternativa sia dal punto di vista del numero di spighe/m2 (tabella 1), ma soprattutto per preservare la fertilità chimica del terreno nel tempo.

Un elemento da non sottovalutare, infine, è lo zolfo, che infatti è sempre presente nelle linee tecniche di Cerea FCP studiate per i cereali, la cui carenza può pregiudicare le rese anche quando non visibile sulla coltura.
Lo zolfo è molto importante per i cereali in quanto contribuisce a migliorare:

  • la resa della granella sia nel grano tenero e che nel grano duro (migliora l’assorbimento dell’azoto e l’accumulo delle proteine);
  • la qualità della panificazione nel grano tenero, accrescendo il volume del pane e riducendo la formazione di acrilammide, un contaminante che aumenta il rischio di tumori e mutazioni genetiche.

Grape Exhibition 2022 – Approcci innovativi alla nutrizione dell’uva da tavola

Grape Exhibition è una rassegna organizzata da Fruit Communication e Doctor Farmer che vuole essere un viaggio nell'innovazione in viticoltura da tavola.

Cerea FCP parteciperà all’evento dell’8 settembre presso Az. Agricola “Stefano Borracci” C.da San Francesco, Rutigliano (BA) con inizio dei lavori alle ore 16.00.
(posizione google mapshttps://bit.ly/3AzXF7r)

La relazione dal titolo Approcci innovativi alla nutrizione dell’uva da tavola sarà presentata da Giuseppe Ciuffreda e avrà come temi principali il contrasto alla clorosi ferrica e l’uniformità della colorazione dei grappoli sulla base delle prove che Cerea FCP ha svolto in Puglia in questi anni.

Per alcune anticipazioni sui risultati di tali prove:

Clicca qui per scaricare la locandina completa dell'evento.

Nutrizione della vite e corretta fermentazione del mosto

Al fine di garantire una buona qualità del vino è fondamentale che il processo di fermentazione svolto dai lieviti nel mosto sia quanto più completo possibile ed avvenga senza interruzioni. Uno dei fattori chiave nella fermentazione dei mosti è il contenuto di Azoto Prontamente Assimilabile dai lieviti (il cosiddetto APA). Una scarsa concentrazione nel mosto di APA rallenta la fermentazione (fino ad arrestarla nei casi più gravi) e causa la presenza di composti indesiderati nel vino con alterazione dannosa del suo profilo aromatico.

I lieviti, per svolgere con regolarità la fermentazione, necessitano di assimilare una quantità di azoto la cui soglia varia in funzione della varietà dell’uva. Ad esempio, secondo Lorenzini at al., il livello ottimale di APA nel mosto di Pinot nero deve essere superiore ai 200 mg/L, mentre valori inferiori a 140 mg/L mettono a rischio elevato l’andamento fermentativo.

Gli indicatori vegetali che determinano il contenuto di azoto nella foglia o l’indice di clorofilla danno una visione del metabolismo della coltura fino all’invaiatura ma non sono particolarmente utili per prevedere se l’azoto nel mosto sarà sufficiente, in quanto numerosi fattori biotici e abiotici possono frenare la nutrizione azotata nell’acino.

La valutazione precoce (all’invaiatura) dell’APA nel mosto è invece un metodo utile per pianificare una eventuale concimazione all’inizio del ciclo di maturazione dell’uva, diversi studi hanno verificato infatti che tale quantitativo in genere non ha variazioni apprezzabili con quanto riscontrato successivamente alla raccolta.

Una somministrazione di azoto assimilabile a invaiatura completa unita all’osservazione fisiologica della coltura (vigore, colore fogliare e fecondità delle gemme) è in ogni caso utile per individuare negli anni la strategia nutrizionale più efficace e per affinare le pratiche agronomiche.

L’importanza della concimazione azotata a invaiatura completa è comprovata da diversi studi (Mataffo at al. 2020, Canaura at al. 2018). Nello studio di Mataffo su vigneto (varietà Greco) situato nel sud Italia, sono stati testati due prodotti in diverse fasi fenologiche e in due anni consecutivi. Le diverse condizioni che hanno caratterizzato queste annate hanno determinato valori assoluti differenti (APA nel mosto molto più alta nel 2017 rispetto al 2016) ma i comportamenti relativi sono stati simili tra le tesi in oggetto.

I due prodotti utilizzati, applicati nella medesima quantità, contenevano entrambi azoto organico e minerale in diversa concentrazione: uno con maggior contenuto di azoto minerale (AN) e l’altro con maggior contenuto di azoto organico (AX).

I trattamenti compiuti a inizio invaiatura e in post-invaiatura non hanno portato a differenze significative rispetto al testimone non trattato, le applicazioni realizzate a invaiatura completa hanno invece dato risultati significativamente migliori in entrambi gli anni (maggior contenuto di APA presente nel mosto - figg.1).

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Figura 1a - 2016 - C = test non trattato; AX = 9% N tot; AN = 20% N tot. Lettere diverse sono significativamente diverse secondo il test di Duncan (p ≤ 0,05). Mataffo at al. 2020
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Figura 1b - 2017 - C = test non trattato; AX = 9% N tot; AN = 20% N tot. Lettere diverse sono significativamente diverse secondo il test di Duncan (p ≤ 0,05). Mataffo at al. 2020

In quest’ottica FCP Cerea propone l’utilizzo di due prodotti da applicarsi a partire dall’inizio invaiatura fino ad invaiatura completa al fine di aumentare l’APA del mosto ma anche per migliorare i processi di maturazione (incremento del grado brix) e l’accumulo di composti aromatici e fenolici delle uve.

  • GIOVE BIO (8.0.4): fertilizzante liquido con azione fitostimolante (ammesso in agricoltura biologica), completamente vegetale, caratterizzato da elevato contenuto in amminoacidi, betaine, azoto e potassio. La sua composizione lo rende rapidamente assimilabile dalla coltura, il prodotto contribuisce anche a ridurre gli stress abiotici e ad incrementare il grado brix dell’uva (il 22% è costituito da sostanza organica).

Dosaggio consigliato: due applicazioni (3-4 l/ha) una a metà invaiatura e una a invaiatura completa.

  • LEAF N-FAST (18.0.0): è un fertilizzante liquido composto da azoto ureico (rapido assorbimento), magnesio complessato con Ligninsolfonato e zolfo. L’azoto favorisce l’accumulo dell’APA, il magnesio contribuisce alla sintesi della clorofilla. La presenza del Ligninsolfonato (sostanze naturali di origine biologica) nella formulazione garantisce una migliore distribuzione sulle foglie, una maggiore resistenza al dilavamento ed evita la fitotossicità anche ad elevati dosaggi.

Dosaggio consigliato: due applicazioni (5-10 l/ha) una a inizio invaiatura e una a invaiatura completa.

È partito As~pró, il progetto promosso da CEREA FCP che mira a innovare l’agrumicoltura italiana

Si è svolto il 30 maggio presso la sala Oranfresh di Catania il primo evento che ha visto la partecipazione di relatori di prestigio e la presenza di numerosi addetti al settore

Come suggerito dal nome, l’evento nasce dalla volontà di avviare una progettualità che – partendo dalla Sicilia e da alcune colture – mira a promuovere e diffondere l’innovazione in agrumicoltura.

Insieme a CEREA FCP si sono ritrovati Enti di Ricerca e Sviluppo siciliani, ricercatori europei e agricoltori per condividere conoscenze ed esperienze al fine di proporre non solo nuovi spunti di ricerca o fare divulgazione scientifica, ma anche fornire soluzioni concrete e innovative per coloro che devono operare in campo.

Si premette che l’evento è stato seguito anche via streaming e a breve si fornirà on line la possibilità di rivederlo.

Ad aprire il convegno è stata Federica Argentati, Presidente del Distretto agrumi di Sicilia, che ha svolto con sapienza il ruolo di moderatore introducendo i relatori sulle varie tematiche affrontate: portainnesti, clorosi ferrica, aspetti produttivi e impatti fitosanitari

Riguardo ai portainnesti Alberto Continella, Professore associato di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree UNI Catania, ha presentato i risultati di alcune ricerche relative alle diverse tolleranze ai patogeni e alle differenti potenzialità produttive sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo.

In streaming dalla Spagna sono quindi intervenute María Á. Forner Giner e Mary-Rus Martínez Cuenca del Centro di Produzione Agrumi e Piante dell’Istituto Valenciano di Ricerca Agricola (IVIA), per illustrare l’importante ruolo che il ferro svolge negli agrumi e come viene assorbito. Infine, si è parlato approfonditamente di clorosi ferrica, molto diffusa negli areali mediterranei, per comprenderne i motivi scatenanti e cosa comporta a livello di rese produttive.

Giuseppe Ciuffreda, Responsabile Ricerca e Sviluppo e Agronomia di CEREA FCP, ha quindi mostrato in maniera semplice, nonostante la complessità e l’ampiezza della materia, i vantaggi derivanti dall’impiego delle nanotecnologie nelle tecniche di contrasto alla carenza di ferro, che sono in linea con la strategia europea “Farm to Fork” e la sostenibilità ambientale.
CEREA FCP già da alcuni anni sta infatti testando in Sicilia  Nano.T® Fe, un nuovo prodotto nanotecnologico, attivo ad ampio range di pH, efficace a bassi dosaggi, completamente biodegradabile e utilizzabile anche durante il giorno in fertirrigazione. Se si considera inoltre che il prodotto non precipita e favorisce l’acidificazione della rizosfera tutto questo lo rende vincente rispetto ai più tradizionali prodotti chelanti.  Accanto a questo, come sottolineato in chiusura da Ciuffreda, CEREA FCP sta ulteriormente affinando le tecniche di applicazione mediante la sperimentazione nelle proprie serre su diversi portinnesti.

Antonino F. Catara, Responsabile scientifico progetto SIRPA, è intervenuto sulla gestione degli organismi patogeni sistemici degli agrumi. Nel corso dell’intervento sono emersi, tra le altre cose, i probabili benefici dovuti all’uso dei nanofertilizzanti (non solo a base di ferro ma anche di altri elementi, tema sul quale CEREA FCP sta già lavorando) per mitigare le malattie degli agrumi da organismi patogeni floematici;  tutto questo grazie soprattutto al rilascio lento e costante di nutrienti, a una maggiore biodisponibilità (superficie specifica, dimensioni, reattività), alla riduzione delle perdite di nutrienti e a una maggiore resistenza indotta verso stress biotici e abiotici, aspetti che favoriscono il rispetto dell’ambiente e inducono a produzioni di qualità.

Infine, Giancarlo Roccuzzo, ricercatore presso il CREA di Acireale, ha parlato di agroecologia per prevenire le microcarenze. Si sono quindi illustrate tecniche per il riciclo dei residui organici e più in generale per incrementare la sostanza organica.

A chiusura dell’evento la D.ssa Argentati ha proposto di creare un laboratorio permanente per fare rete fra i vari soggetti interessati insieme agli agricoltori, questo consentirebbe di mettere a confronto le tecniche più innovative e promettenti favorendone un più rapido sviluppo e soprattutto una più puntuale e capillare divulgazione alle aziende produttrici.

Sulla base di tutti questi presupposti il progetto As-prò continuerà con altri appuntamenti per rendere la filiera degli agrumi sempre più influente e redditizia.

VI TERREMO AGGIORNATI !!!

(segue il video con le interviste ai relatori)

As-pró – Innovazione in agrumicoltura: portinnesti degli agrumi e clorosi ferrica, aspetti produttivi e impatti fitosanitari

As-pró è un progetto che nasce dalla collaborazione di FCP Cerea con enti di Ricerca e Sviluppo siciliani, ricercatori europei e agricoltori. Il nome vuole richiamare da un lato una delle principali caratteristiche degli agrumi, dall’altro contiene al suo interno il suffisso PRO che pone particolare attenzione ai concetti di:

  • innovazione
  • progettualità

con l’obiettivo di guardare sempre più avanti nello spazio e nel tempo.

As-pró è dunque l’unione dei due punti di partenza di questo evento che, concentrandosi su alcune delle colture simbolo della Sicilia, punta a promuovere e diffondere l’innovazione nel settore.

Nel primo incontro del 30 Maggio si porrà particolare attenzione alle problematiche legate alla clorosi ferrica.

La sintomatologia della carenza di ferro nelle piante è generalmente causata da una scarsa presenza di ferro assimilabile nel terreno. In questo caso si parla di carenza indotta poiché i fattori che la influenzano sono:

  • terreni particolarmente calcarei
  • pH
  • suscettibilità del portinnesto

Gli areali mediterranei sono particolarmente interessati da questo fenomeno, date le caratteristiche dei suoli, e di conseguenza lo sono i due principali produttori di agrumi in Europa: Italia e Spagna.
Le superfici coltivate in Italia e Spagna sono approssimativamente di 150.000 e 300.000 ha su 500.000 ha dell’intero continente (dati FAO 2020).
In Italia la regione più interessata è la Sicilia con i suoi 81000 ettari (dati ISTAT 2021) pari al 58% di quanto coltivato sul territorio nazionale seguita dalla Calabria con 37000 ettari circa.

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dati FAO 2020 espressi in migliaia di ettari considerando arance, limoni, lime, mandarini e clementine
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dati ISTAT 2021 considerando arance, limoni, lime, mandarini e clementine

Per questo motivo il primo appuntamento di As-pró sarà presso la sala Conferenze Oranfresh di Catania, lunedì 30 maggio a partire dalle ore 16:00; durante il convegno co-organizzato con Fruit Communication e l'Ordine degli Agronomi di Sicilia, interverranno i partner del progetto presentando le ultime novità per contrastare la patologia e migliorare le rese produttive.

La clorosi ferrica è un’avversità dal forte impatto economico perché incide negativamente:

  • sul ciclo vita dell’albero
  • sul numero dei frutti e la loro dimensione
  • sulla qualità dei frutti e sul loro aspetto

Il ferro svolge un ruolo sostanziale nella fotosintesi ed è per questo che la sintomatologia della carenza di ferro negli agrumi si manifesta principalmente nelle foglie che perdono il loro colore verde brillante evolvendo in sfumature che vanno dal verde chiaro al giallo paglierino a seconda della gravità della malattia (ingiallimento fogliare). La carenza di ferro influisce anche sullo sviluppo e la crescita dei nuovi organi vegetali: in questo caso a seconda della gravità si può giungere a una defogliazione prematura dei germogli fino alla loro morte oppure ad una crescita stentata dell’apparato radicale.

Gli agrumi fanno parte di un gruppo di piante efficienti che in condizioni di carenza di ferro hanno sviluppato meccanismi adattativi per aumentare sia l'assorbimento che la capacità di trasporto di tale elemento.
La strategia di difesa adottata dall’uomo deve quindi tenere conto di questi meccanismi e agevolarli nel loro espletamento da parte della pianta.

La conoscenza delle caratteristiche fisico-chimiche del terreno e le buone pratiche agricole sono sempre consigliate, in particolare quelle atte a mantenere una corretta struttura del suolo e una congrua quantità di sostanza organica, ma la scelta di portainnesti innovativi e l’utilizzo di opportuni prodotti nutrienti fa la differenza nel contenimento della malattia.

FCP Cerea sta testando con successo in Sicilia un nuovo prodotto nanotecnologico Nano.T® Fe, e sta individuando, anche mediante la sperimentazione nelle proprie serre su diversi portainnesti, le strategie più efficaci per contrastare la clorosi ferrica.

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Prove in serra FCP su portainnesti di limone
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Prove in serra FCP su portainnesti di arancio

La nanotecnologia rappresenta un approccio innovativo in quanto il prodotto, grazie alle sue piccolissime dimensioni (<100 nm), non precipita in forme non solubili e garantisce una maggiore area di contatto con le radici rispetto ai prodotti tradizionali. La natura acida di Nano.t Fe (pH 1,3) favorisce anche l’acidificazione della rizosfera che è essenziale per l’assorbimento dei nutrienti. Il prodotto è inoltre completamente degradabile, non soggetto a lisciviazione e a rilascio controllato in funzione delle esigenze della pianta poiché è trattenuto dalle particelle solide del suolo. L’evento del 30 maggio sarà dunque l’occasione per ascoltare alcuni dei maggiori esperti in agrumicoltura, approfondire gli aspetti tecnici e migliorare sostanzialmente le rese produttive.

Nano.T® per combattere la clorosi ferrica nelle colture arboree

Terreni calcarei, pH e concimazioni a base di ferro non adeguate, sono le principali cause della clorosi ferrica

La clorofilla è un pigmento naturale presente principalmente nelle foglie che svolge un processo fondamentale per la vita sulla terra: la fotosintesi. Azoto, magnesio e ferro sono i nutrienti principali di cui la pianta ha bisogno per sintetizzare clorofilla.

Il ferro è quindi un microlemento indispensabile che spesso viene trascurato dagli agricoltori nella concimazione. È un elemento che si muove poco all'interno dei tessuti vegetali ed è per questo che la sintomatologia di carenza di ferro si presenta nelle foglie giovani, con colore giallo (clorotici), dimostrazione di una mancata sintesi della clorofilla (verde) e di conseguenza scarsa attività fotosintetica. I terreni agricoli sono ricchi di ferro, ma la forma assimilabile dalle piante, ovvero quella solubile, è molto bassa.

La clorosi ferrica è una problematica abbastanza diffusa, specialmente nelle colture arboree caratterizzate da un ciclo pluriennale e da oggettive limitazioni nell'immagazzinare la giusta quantità di ferro al loro interno.

La scarsa disponibilità di ferro assimilabile nel terreno è la principale causa della carenza, questa tipologia di clorosi viene definita clorosi indotta in quanto le alte concentrazioni di calcare attivo e il pH elevato bloccano il ferro (precipitazione di sali a base di ferro) e limitando fortemente la disponibilità alle piante. Le colture arboree italiane (vite, agrumi, kiwi, drupacee...) sono generalmente impiantente in terreni agricoli ricchi di calcare e con pH elevato (maggiore di 8,0).

Per compensare questa criticità ci sono diversi aspetti da prendere in considerazione:

  • scelta di un portinnesto tollerante alle alte concentrazioni di calcare;
  • impiego di fertilizzanti a base di ferro;
  • gestione dell'irrigazione, in quanto l'acqua irrigua porta in soluzione carbonati e bicarbonati rendendoli attivi e inibenti nei confronti dell'assorbimento del ferro.

Il punto che permette maggiori possibilità di manovra è un'adeguata pianificazione della concimazione a base di ferro.

Nano.T® Fe grazie alla sua innovativa formulazione brevettata, consente di aumentare l'efficacia di assorbimento del ferro in quanto il fosfato-ferrico presente al suo interno e le piccolissime dimensioni (<100nm) forma complessi che proteggono il microelemento nei confronti dei carbonati e altri sali inorganici presenti nel terreno.

Applicando Nano.T® Fe in fertirrigazione, questo rimane nel terreno, si muove per flusso di massa e in prossimità delle radici evitando le precipitazioni, e consente alla pianta di assorbire il ferro con effetti anche di lunga durata. Questo garantisce un effetto nutritivo e di prevenzione della clorosi dato che il ferro non utilizzato dalla pianta rimane comunque a disposizione arricchendo i terreni.

Nutrizione uva da tavola | Webinar

Gestire in modo corretto vigneti per uva da tavola

Nel webinar che si terrà il 21 febbraio 2022 alle ore 15:30 organizzato assieme a Fruit communication, si toccheranno diversi punti di interesse:

  • Ottimizzazione della nutrizione
  • Gestione delle fisiopatie
  • Irrigazione

Una corretta nutrizione dell’uva da tavola è un requisito fondamentale per garantire resa e qualità che rispecchino le esigenze del mercato. Creare un piano ci concimazione adeguato, evitando principalmente problematiche legate alla clorosi ferrica, assieme alla corretta gestione del vigneto è ciò che andremo ad approfondire.

Scoprirete la nostra tecnologia brevettata che consente di operare in maniera precisa e rispettosa dell’ambiente permettendo di lavorare a bassi dosaggi, contrastando il problema della clorosi ferrica. Il nostro agronomo Giuseppe Ciuffreda, illustrerà Nano.T® e tutte le sue caratteristiche che lo rendono un prodotto unico nell’ambito della nutrizione vegetale.

 

Per seguire il webinar iscriviti qui

Il fosforo: disponibilità e assorbimento

Il fosforo è un elemento essenziale per la pianta e la sua carenza può provocare gravi conseguenze nella sua crescita e produttività. Inoltre, il fosforo è caratterizzato da scarsa mobilità nel suolo e da una bassa efficienza d’uso. Alla luce di queste sue peculiarità è fondamentale un corretto apporto non solo nel tratto esplorato dalle radici ma, anche, nella fase fenologica in cui il suo assorbimento è più importante.

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Figura 1: Effetto del P nella fisiologia e la crescita delle piante (de Bang et al. 2020)

Inoltre, il fosforo svolge funzioni fondamentali per la corretta crescita e sviluppo delle piante:

  • favorisce la radicazione, rende la pianta più resistente alle malattie e meno suscettibile all’allettamento
  • si concentra nei tessuti giovani della pianta, è importante per il metabolismo energetico e nelle reazioni di sintesi, demolizione e trasformazione
  • è estremamente importante nella fioritura e interviene in processi fondamentali del metabolismo
  • favorisce la maturazione dei frutti e migliora la qualità

Solubilità, assorbimento e retrogradazione del fosforo

Oltre alla sua bassissima mobilità, la solubilità del fosforo e quindi, il suo assorbimento, dipende dal pH del terreno. La solubilità è massima nei suoli tendenzialmente neutri, mentre in quelli acidi o basici va incontro a fenomeni di insolubilizzazione (retrogradazione del fosforo).

Mediante diverse trasformazioni chimiche, fisiche e biologiche e grazie alla capacità solubilizzante delle radici, i composti contenenti fosforo liberano ioni HPO42- disponibili per le piante, anche se lo ione H2PO4- è quello più assimilabile per le radici. Tuttavia, è da considerare che il rapporto fra i due ioni è determinato dal pH del terreno, perciò a pH inferiore a 7 prevale lo ione HPO42-, mentre a pH maggiore di 7 prevale lo ione H2PO4-.

In terreni sfavorevoli per la solubilità del fosforo, questo elemento può subire fenomeni di retrogradazione che impediscono il suo assorbimento da parte della pianta:

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Figura 2: pH e disponibilità del P
  • disciolto nell’acqua viene trattenuto dai colloidi
  • nei terreni acidi forma complessi insolubili con ferro e alluminio formando fosfati di Fe e Al
  • in terreni calcarei si forma il fosfato tricalcico, completamente insolubile

L’importanza della concimazione fosfatica

Nei periodi di maggior sviluppo della pianta il contenuto di fosforo presente nella soluzione circolante del terreno è inferiore al fabbisogno giornaliero, pertanto, è necessaria una reintegrazione del nutriente con una concimazione.

In media solo il 10-20% del fosforo apportato al terreno con la concimazione è assorbito dalle piante. Per questo motivo è consigliabile localizzarlo in prossimità delle radici. Inoltre, essendo soggetto a reazioni di precipitazione (fosfati di calcio, magnesio, ferro ecc.) può subire perdite per ruscellamento superficiale o accumularsi nei corpi d’acqua (problema della eutrofizzazione dei fiumi, laghi e mare).

Per questo è fondamentale utilizzare fertilizzanti contenenti fosforo di qualità e altamente solubile. Inoltre, se dotati di acidi umici, si aumenta l’efficienza di assorbimento del fosforo grazie alla formazione di composti umo-fosfati.

In questo senso, una concimazione a base di fertilizzanti granulari della famiglia Active e Active Premium garantisce l’apporto di fosforo solubile. Mentre, quelli della famiglia Fert e Fert Premium, tutti formulati organo minerali, oltre ad una elevata qualità del fosforo solubile sono caratterizzati dalla presenza di estratti umici che durante il processo di granulazione si legano con fosforo proteggendolo dai processi di retrogradazione.

L’apporto di fosforo di qualità, tramite la concimazione, e il suo assorbimento sono requisiti fondamentali per favorire una buona radicazione, ridurre la suscettibilità della pianta alle malattie e permettere un corretto sviluppo vegetale. La concimazione fosfatica, quindi, contribuisce a migliorare l’aspetto esteriore e il valore delle produzioni vegetali aumentando la qualità e la quantità della resa finale.

Miglioramento nutrizionale di frutta e verdura: la biofortificazione agronomica

Una dieta disordinata e l’acquisto di cibo di bassa qualità, con un livello nutrizionale scadente, hanno portato, negli ultimi anni, a problemi di malnutrizione. Questa dieta, a basso contenuto di micronutrienti e vitamine, sta comportando, infatti, un aumento di problemi di salute quali anemia e carenze nutrizionali. 

Aumentare il valore nutraceutico dei vegetali è una sfida particolarmente importante nei paesi in via di sviluppo, ma anche in quelli industrializzati. Questo progresso potrebbe rappresentare un valore aggiunto per l’agricoltura, favorendo una maggiore competitività dei prodotti sul mercato e garantendo un’alimentazione più salutare e completa ai consumatori.

Gli alimenti funzionali

Come rispondere all’esigenza di produrre cibo di qualità a sostegno di una corretta alimentazione?
Attraverso lo sviluppo di tecniche particolari e specifiche, che mirano all’ottenimento di prodotti funzionali e più nutritivi.
Questi si possono suddividere in quattro categorie:

  • Alimento arricchito: aumento della percentuale di un nutriente naturalmente presente a un elemento processato/trasformato
  • Alimento supplementato: aggiunta di un nutriente non presente naturalmente a un elemento processato/trasformato 
  • Alimento fortificato: aggiunta di sali minerali e/o vitamine a un elemento processato/trasformato 
  • Alimento biofortificato: aggiunta di minerali e/o vitamine durante il ciclo vegeto-produttivo attraverso un intervento agronomico, prima ancora che si possa parlare di alimento.

Tra queste quattro vie, la biofortificazione agronomica è l’unica che ci permette di intervenire direttamente sulla pianta, garantendo in modo naturale frutta e verdura con valori nutrizionali migliori.

La biofortificazione, quindi, utilizza tecniche agronomiche di concimazione non invasive con la finalità di ottenere cibi più salutari e aumentare la biodisponibilità dei nutrienti.

Il lavoro svolto da FCP Cerea

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FCP Cerea, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina dell’Università di Verona, ha messo a punto un metodo di biofortificazione agronomica che permette di incrementare, nelle piante trattate, i livelli di elementi nutritivi, importanti per la nutrizione umana.

Le attività svolte hanno quindi permesso di apprezzare, in condizioni di applicazione su scala reale, il metodo sviluppato e le sue grandi potenzialità.

La biofortificazione agronomica è l’esempio del nostro continuo impegno nel coltivare bene per mangiare meglio e rispecchia pienamente i nostri valori di Cooperativa di agricoltori per agricoltori.

Efficienza dei fertilizzanti: concimazione a richiesta delle colture

I fattori fondamentali da tenere in considerazione per ottenere rese produttive di alta qualità sono: 

  • le caratteristiche fisico-chimiche del terreno
  • le necessità nutritive delle diverse colture
  • il tempo e il momento di assorbimento dei nutrienti da parte della pianta. 

Sulla base di queste informazioni è possibile definire un piano di concimazione adatto a ogni coltura. Dopo aver definito il piano è fondamentale scegliere concimi di qualità e alta efficienza per dare valore aggiunto e ottenere raccolti soddisfacenti e sostenibili.

L’utilizzo di fertilizzanti convenzionali comporta una perdita di nutrienti per lisciviazione, volatilizzazione e retrogradazione (nel caso dell’azoto le perdite possono arrivare al 45%, mentre nel caso del fosforo e potassio fino al 75-80% a causa di processi di insolubilizzazione e fissazione nel terreno). Questa inefficienza porta a costi ambientali e riduce molto il potenziale produttivo delle colture

Inoltre, l’agricoltura intensiva e le rotazioni strette (stesse colture che si susseguono sullo stesso terreno per molti anni) causano una stanchezza del suolo, con conseguente riduzione della sostanza organica e flora microbica, fattori che riducono la fertilità fisica e biologica del terreno. Pertanto, sincronizzare la disponibilità degli elementi nutritivi a seconda delle esigenze della pianta, diventa fondamentale per il raggiungimento di produzioni elevate e di qualità.

Fertilizzanti efficienti

I fertilizzanti ad efficienza migliorata sono in grado di modulare il rilascio nel tempo dei nutrienti in essi contenuti. Questa capacità di rilascio graduale si può ottenere attraverso:

  • l’utilizzo di prodotti con formulazioni particolari come, per esempio, l’urea formaldeide e l’azoto organico: molecole a lento rilascio che richiedono l’ausilio di microrganismi per mineralizzare e rilasciare l’azoto
  • la ricopertura del granulo di concime con materiale impermeabile (barriera fisica)
  • la tecnologia NUECR4® a ritenzione cationica.

I fertilizzanti con tecnologia NUECR4®, ideati da Cerea FCP, sono dei concimi ad efficienza migliorata, che rispondono in maniera efficace alle esigenze delle colture, rilasciando i nutrienti in maniera controllata e continuativa. 

Grazie alla sua proprietà di ritenzione cationica, il concime con tecnologia NUECR4® una volta distribuito al suolo si idrata, l’azoto si solubilizza e sostituisce i cationi presenti nella molecola NUECR4® presente all’interno del granulo. In questo modo il rilascio dei cationi avviene in maniera graduale, dando alla pianta il tempo di utilizzare gli elementi a seconda delle sue necessità e in maniera efficiente.

La nostra gamma di efficienza nutritiva

All’interno della linea con tecnologia NUECR4® si trovano due prodotti con matrici diverse: 

  • Blurain, prodotto minerale con alto titolo di azoto e zolfo
  • Cereawin, un organo-minerale con azoto e carbonio di origine organica di alto valore nutrizionale.

Entrambi i prodotti hanno la capacità di scambiare e rilasciare i cationi a seconda delle necessità della pianta.

Per quanto riguarda altri formulati NPK minerali ad efficienza migliorata per l’azoto, nella gamma Cerea FCP troviamo:

  • Mastercote, un prodotto minerale con un 12% di urea ricoperta, che garantisce un rilascio controllato del nutriente
  • Control, formulato NPK complesso minerale, che contiene il 5% di urea formaldeide che favorisce un lento rilascio dell’azoto.

La tecnologia NUECR4® e le formulazioni specifiche a base di azoto sono le soluzioni ideali per una nutrizione mirata ed efficace. Migliorare l’efficienza dei fertilizzanti permette una corretta nutrizione delle colture, evitando perdita di nutrienti e un utilizzo elevato di concimi. Ciò garantisce una produzione ed un raccolto di qualità in maniera sostenibile.

Nano.T: la nanotecnologia al servizio dell’agricoltura

La nanotecnologia rappresenta l’ultima frontiera in ambito di innovazione tecnologica, ed è oggi impiegata in diversi settori produttivi: vernici, microprocessori, illuminazione, cosmesi, medico, batterie, ecc. Tra il 2001 e il 2013 gli Stati Uniti hanno investito oltre 18 miliardi di dollari lanciando il “National Nanotechnology Initiative” al fine di trasformare questa tecnologia in un volano di crescita economica.

In collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, abbiamo applicato questa tecnologia innovativa alla nutrizione vegetale.

L’applicazione di questa avanzata tecnologia ci ha permesso di ottenere un brevetto e di realizzare così la gamma  Nano.T, fertilizzanti liquidi in sospensione colloidale a base di nutrienti in forma nano.

Cosa si intende per particelle in forma nano?

I nutrienti contenuti nei fertilizzanti Nano.T sono particelle solide con dimensioni comprese tra 1 e 100 nanometri (1 nanometro equivale a 1 miliardesimo di metro). Il vantaggio principale dei nanomateriali è la loro elevata superficie specifica (1 millilitro di sospensione acquosa di Nano.T contiene dai 57 ai 327 miliardi di particelle). L’elevata superficie specifica incrementa l’area di contatto del fertilizzante con la radice, migliora l’assorbimento dei nutrienti ed evita perdite nel terreno. Il risultato è un aumento nell’efficienza d’uso del fertilizzante, una nutrizione efficace e sostenibile

Nano.T: fertilizzanti smart, innovativi e sostenibili

Migliorare l’efficienza d’uso dei fertilizzanti è fondamentale per una nutrizione vegetale efficace e mirata. I fertilizzanti Nano.T sono: smart, innovativi e sostenibili.

  • Smart perché sono piccoli, mobili (si muovono facilmente e velocemente per flusso di massa) ed efficaci (elevata efficienza a bassi dosaggi)
  • Innovativi perché rappresentano un concetto di fertilizzanti diverso da quelli attualmente presenti sul mercato
  • Sostenibili perché non precipitano nel terreno, sono completamente biodegradabili e si applicano a dosaggi ridotti

La famiglia Nano.T

La linea di fertilizzanti Nano.T è composta da tre formulazioni: due a base di ferro e una completa di macronutrienti

Nano.T è un nuovo approccio alla nutrizione vegetale sostenibile rispetto ai prodotti convenzionali.

Per conoscere la gamma di fertilizzanti Nano.T e ricevere materiale esclusivo clicca il pulsante

L’orticoltura: un mercato da soddisfare

Un mercato sempre più esigente e la necessità di produrre cibo di qualità, fa sì che gli agricoltori devano avere a disposizione mezzi tecnici efficaci capaci di rispondere ad un consumo crescente senza compromettere la salute dei consumatori e dell’ambiente. 

L’importanza della produzione orticola-frutticola in Italia

Secondo i dati raccolti da Eurostat, l’Europa (28 paesi) nel 2018 ha prodotto circa il 12% della produzione mondiale di orto-frutta (47,9 milioni di tonnellate di frutta e 57,8 milioni di ortaggi). Spagna e Italia sono i maggiori produttori nel settore orticolo europeo (rispettivamente 9,8 e 6,9 milioni di tonnellate); questi due mercati rappresentano circa il 34% della produzione totale europea (46,8 milioni di tonnellate).

Sempre nel 2018 in UE, il pomodoro è l’ortaggio maggiormente prodotto (16,7 milioni di tonnellate), segue la cipolla (6,3 milioni) e la carota (5,3 milioni di tonnellate). Per quanto riguarda la frutta, la Spagna (14,2 ton) è sempre in testa, seguita da vicino dall’ l’Italia (10,5 ton) e dalla Polonia (5,84 ton) [1].

L’Italia, insieme alla Spagna, è il principale produttore ed esportatore di frutta e verdura in Europa. Grazie alla diversità climatica lungo tutto il Paese, presenta una ampia gamma di prodotti; altamente riconosciuta per la coltivazione tradizionale di mele e pere nelle zone con temperature moderate, è nota per essere grande produttore di drupacee oltre che di ortaggi di elevata qualità come pomodori e melanzane.

[1] Fonte European Statistics Handbook – FRUIT LOGISTICA 2019 consultato il 10/03/2021

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Tabella 1: sistemi aziendali di riferimento. Fonte Ismea

Negli ultimi anni (2014-2018) il nostro Paese ha prodotto fino a 10 milioni di tonnellate di frutta e 7 milioni di tonnellate di ortaggi. Un terzo della frutta e il 12% degli ortaggi sono destinati ogni anno all’export (Germania, Francia e l’Austria le principali destinazione). Il 15% della produzione degli ortaggi è destinato all’export internazionale. L’Italia, infatti, è il nono esportatore di ortaggi freschi, con 1,5 miliardi di euro raggiunti nel 2018 rappresentata da pomodori, insalate (particolarmente IV gamma) e brassicacee come colture principali.
(Fonte: elaborazione Ismea su dati UN-Comptrade ITC)

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Grafico 1: andamento della produzione (ton) e superfici (ha). Fonte Ismea su dati Istat
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Grafico 2: % produzione e superfici

Se consideriamo invece, il valore delle esportazioni degli ortaggi trasformati, l’Italia occupa il 4º posto con 2,2 miliardi di euro nel 2018 e un 2,4% di crescita annua tra il 2014 e il 2018. In questo caso i prodotti più rappresentativi sono le polpe e pelati (42%) e le passate e concentrati (29%).  Germania, Regno Unito, Francia, l’Usa e infine il Giappone sono i paesi in cui si concentra l’esportazione.
(Fonte UN-Comptrade ITC)

Cerea FCP per una orticoltura di qualità

La gamma di prodotti scelta per la produzione di ortaggi ingloba quattro grandi categorie: minerali e organo-minerali microgranulari, organo-minerali granulari, microelementi in polvere e liquidi e biostimolanti.

  • Power: la linea Power è caratterizzata da formulazioni in formato microgranulare (0,7-1,7 mm oppure 1-2 mm) di concimi minerali e organo-minerali. Questa famiglia offre un ampio range di prodotti utilizzabili sia in agricoltura biologica che convenzionale. La granulometria di questi prodotti permette il suo utilizzo durante la fase del trapianto direttamente in contatto con le piantine o, nel caso delle patate, in contatto con il seme o il tubero di partenza (tecnica starter) senza comportare fitotossicità. Permette inoltre, una riduzione nelle dosi e rispettare l’ambiente.
  • Fert e Fert Premium: gamma di prodotti organo-minerali in formato granulare contenenti matrici organiche di elevata qualità e alto valore nutrizionale. Contengono acidi umici che agiscono nel terreno aumentando la mobilizzazione e l’assorbimento degli elementi nutritivi. La sostanza organica presente in questa linea arricchisce il suolo e ne migliora la struttura. Inoltre, all’interno della linea Fert Premium, il potassio presente nella formulazione proviene da solfato, ideale per quelle colture sensibili alla presenza di cloro.
  • Reactive: questa famiglia è composta da prodotti liquidi e in polvere ideali sia per trattamenti in fertirrigazione sia in applicazioni fogliari. Caratterizzati dalla presenza di meso e microelementi, consentono di prevenire i danni dovuti a carenze nutritive e permettono una nutrizione equilibrata per le piante. Inoltre, alcuni dei prodotti presenti in questa linea, oltre ad essere ammessi in agricoltura biologica, contengono acidi carbossilici o acidi umici/fulvici che permettono di veicolare i nutrienti aumentando il loro assorbimento.
  • Futura: linea di prodotti liquidi contenente sostanze attive organiche ad azione stimolante. Attivano i processi fisiologici e di difesa naturali della pianta, favoriscono la crescita radicale aumentando di conseguenza l’assorbimento dei nutrienti e aiutano alla pianta ad affrontare situazioni di stress abiotico. I biostimolanti della famiglia Futura contengono amminoacidi, estratti di alghe e acidi umici/fulvici.

Le prove in campo su patata novella di Siracusa

In provincia di Siracusa si produce la Patata Novella di Siracusa, patata tipica siciliana che fa parte dei P.A.T. (prodotti alimentari tradizionali). Si tratta di una patata con una polpa a pasta gialla, buccia liscia e sottile e di colore giallo con una forma ovale-allungata di medio-grosse dimensioni. La resa media di questo prodotto è intorno a 330 qli/ha, cui ciclo produttivo va da novembre (semina) a marzo (raccolta).
Nel corso della campagna agraria 2019/2020 è stata svolta una prova in campo al fine di valutare due prodotti:

  • Super Power Extra micro-granulare della famiglia Power
  • StimUp un biostimolante della linea Futura.

Descrizione dei prodotti:

Super Power Extra, concime minerale NP complesso microgranulare (granulometria compresa tra 0,7-1,7 mm), è caratterizzato da un alto contenuto in fosforo solubile e un rapporto azoto (ammoniacale) fosforo 1:3.  Il prodotto si applica direttamente in fase di semina, a contatto diretto con il seme.
Inoltre, Super Power Extra contiene di Calcio, Boro, Ferro e Zinco, fondamentali nelle prime fasi di sviluppo della pianta.

StimUp è un bioattivatore della rizosfera a base di acidi umici e fulvici a basso peso molecolare. Agisce stimolando la produzione naturale delle sostanze ormonosimili, aumentando la divisione cellulare dei meristemi apicali e favorendo lo sviluppo radicale e la tuberificazione.

Materiali e metodi

  • Azienda in zona Porto Commerciale Augusta
  • Superficie: 1 ha
  • Epoca di semina: novembre 2019
  • Conducibilità elettrica e pH dell’acqua di irrigazione: 1800 µS/cm, pH 7.3
  • Durezza media dell’acqua: 120-150 ºF
  • Valore medio Na > 300 mg/l, valore medio bicarbonati > 200 mg/l

Trattamenti:
Tesi Cerea FCP:

  • Concimazione di base con organo-minerale ad alto titolo in fosforo
  • Concimazione localizzata nel solco di semina con Super Power Extra 40 kg/ha
  • StimUp alla semina dosi 100 ml/hl
  • StimUp fogliare 100 ml/ha in fase differenziazione dei tuberi (tuberificazione)

Testimone:

  • Concimazione di base con organo-minerale ad alto titolo in fosforo
  • Fertirrigazione con Splinker con l’uso di biostimolanti (alghe, acidi umici)

Al 21 di febbraio del 2020 sono statti rilevati i primi dati, mostrando i risultati sotto riportati:

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Tabella 2: risultati dati rilevati
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Figura 1: appezzamento protocollo Cerea FCP (foto 21/02/2020)
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Figura 2: appezzamento protocollo testimone (foto 21/02/2020)
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Figura 3: sviluppo radici della tesi Cerea FCP
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Figura 4: sviluppo radici testimone

Nella tesi Cerea FCP si è apprezzato un ottimo sviluppo radicale, con maggiore crescita di peli assorbenti oltre ad una quantità maggiore di tuberi (10 + 4) anche se il calibro e la pezzatura non erano del tutto omogenei. Per quanto riguarda invece all’apparato fogliare, nonostante i fenomeni di gelate mattutina subiti, si è sviluppato in modo ben equilibrato, con un portamento della pianta più globoso e compatto, una lamina fogliare spessa e di colore verde intenso e una sezione del fusto maggiore.

Nel caso del testimone, l’apparato radicale si è sviluppato bene anche se la presenza di peli assorbenti era minore ma i tuberi, bensì in quantità minore (9 + 1), erano uniformi e di pezzatura omogenea. Riguardo l’apparato fogliare si è osservato un ottimo sviluppo anche se la percentuale di foglie danneggiate per le gelate era leggermente maggiore rispetto alla tesi Cerea FCP. Anche la sezione del fusto presentava un minor sviluppo e il portamento della pianta era più aperto e meno compatto, con lamine fogliari di spessore normale e colorazione regolare.

In data 09/04/2020 è stata eseguita la raccolta. Anche in questa fase sono stati eseguiti dei rilievi (parcella di 10 m2) riportati nella tabella 3.

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Tabella 3: dati alla raccolta della tesi Cerea FCP e il testimone
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Figura 5: raccolto tesi Cerea FCP
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Figura 6: raccolto testimone

Conclusioni

I dati rilevati e le osservazioni fatte mostrano che le piante della tesi Cerea FCP, concimate alla semina con Super Power Extra e con StimUp, hanno avuto uno sviluppo maggiore dell’apparato radicale dando luogo ad una pianta grande e compatta. I tuberi alla raccolta hanno rilevato pesi maggiori e un’omogeneità di calibro. Anche se lo scarto è stato leggermente più alto rispetto al testimone, la resa per ettaro commercializzabile si è dimostrata molto più elevata grazie all’applicazione dello StimUp in fase di differenziazione dei tuberi, il che ha provocato un allungamento degli stessi consentendo di ridurre ulteriormente il tondello. Inoltre, la pianta ha sofferto meno lo stress delle gelate, mostrando un danno minore e una ripresa più veloce in confronto al testimone.

La prova evidenzia come una corretta concimazione alla semina (starter nel solco) e l’utilizzo di un prodotto biostimolante sullo sviluppo radicale promuove: una crescita omogenea, una maggiore resistenza della pianta, un aumento della differenziazione dei tuberi e una resa quali-quantitativa ad ettaro maggiore.

Agricoltura biologica: nuove sfide per il futuro

La strategia europea “Farm to Fork" ha come obiettivi la riduzione del 50% dell’utilizzo degli agrofarmaci, la diminuzione del 20% dell’impiego dei fertilizzanti chimici e al contempo aumentare la superficie agricola utilizza (SAU) destinata alle coltivazioni biologiche.

L’agricoltura biologica in Italia

Il Rapporto 2020 del Sinab (Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica) rileva un aumento del terreno destinato alle colture biologiche del 2% rispetto al 2019. L’Italia raggiunge così, negli ultimi 10 anni, 1.993.236 ettari rappresentando un aumento del 79%, con un numero di operatori pari a 80.643 e un incremento del 69%.  Solo nel 2019 l’incidenza del biologico nel nostro Paese è arrivata al 15,8% della SAU nazionale. Questi dati confermano non solo l’importanza della produzione biologica, ma anche un posizionamento dell’Italia al di sopra della media europea (nel 2018 pari all’8%).

Le colture che rappresentano oltre il 60% delle coltivazioni bio nel nostro Paese sono divise principalmente in 3 grandi categorie: prati pascolo (551.074 ha), colture foraggere (396.748 ha) e cereali (330.284 ha). Da non sottovalutare le superfici investite in biologico di olivo (242.708 ha) e vite (109.423 ha).

Tra le Regioni con il numero più elevato di operatori biologici troviamo la Sicilia con 10.569 unità, seguita della Calabria con 10.576 unità e infine la Puglia, con 9.380 unità. Altre Regioni come le Marche e il Veneto hanno registrato un aumento nell’ultimo anno del 32% e 13% rispettivamente.

Anche il consumo dei prodotti biologici ha rilevato un incremento del 4,4%, superando i 3,3 miliardi di euro (fonte ISMEA). I prodotti principali sono quelli del mercato fresco: ortaggi (+7,2%) e frutta (+2,1%). Inoltre, durante il lockdown, c’è stato un notevole aumento nell’acquisto di farine biologiche del 92%.

È evidente quindi, l’andamento verso un’altra concezione nella produzione di cibo, che si rispecchia di conseguenza anche nell’ industria della produzione di concimi.

Al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi definiti dalla EU, Cerea FCP vuole dare il suo contributo offrendo all’agricoltore una gamma di prodotti per la coltivazione biologica. Grazie alla nostra attività interna di Ricerca e Sviluppo, abbiamo lavorato intensamente per l’ottenimento di formulazioni efficaci, registrate in biologico, che garantiscano una nutrizione vegetale di altissimo livello.

Coltivare bene per mangiare meglio

La linea per il biologico sviluppata da Cerea FCP comprende prodotti divisi in tre grandi categorie: granulari/pellet, microgranulari e liquidi:

- Organic: è il nome che abbiamo dato alla nostra famiglia di prodotti granulari per il biologico. All’interno di questa linea abbiamo sviluppato formulazioni organo-minerali e organiche, di alta qualità e ideali per la concimazione di fondo e di copertura di tutte le colture.

Si caratterizzano per la presenza di azoto organico di origine biologica che garantisce una lenta cessione di questo elemento nel terreno, evitando perdite di lisciviazione e un apporto continuo nel tempo. Inoltre, forniscono sostanza organica e microrganismi che arricchiscono il suolo e ne migliorano la struttura.

- Power: all’interno di questa gamma si trovano dei prodotti ammessi in agricoltura biologica. Si tratta di formulazioni organo-minerali a base di materie prime di alto valore qualitativo e in formato microgranulare, pronti da usare in piccoli dosaggi e ideali per applicare la tecnica starter alla semina o al trapianto. Sono prodotti caratterizzati da una granulometria nettamente minore rispetto ad altri granulari, permettendo quindi il suo utilizzo direttamente alla semina a bassi dosaggi e senza creare fitotossicità.

-Futura: questa famiglia è composta da prodotti speciali, principalmente liquidi, che svolgono delle azioni stimolanti all’interno della pianta. Formulati a base di meso e micronutrienti legati a molecole naturali (amminoacidi o acidi umici per esempio), che stimolano i processi fisiologici delle piante, promovendo la loro crescita e produttività aumentandone anche la tolleranza agli stress abiotici e incrementando l’efficienza d’uso dei fertilizzanti (produrre più cibo impiegando meno risorse).

Progetti che parlano di noi

Attraverso tesi di laure o progetti con l’Università e Istituti Tecnici, i prodotti di Cerea FCP vengono proposti per effettuare diverse prove, grazie alle quali abbiamo anche la possibilità di valutare, ancora una volta, l’efficacia e l’impiego delle nostre formulazioni.

In questo caso, vi mostriamo la tesi svolta da un'alunna dell’istituto di agraria con sede a Buttapietra (VR) durante la campagna 2019-2020. Il prodotto preso in studio è stato Power BioAger, formulazione organo-minerale microgranulare ammesso in biologico. Questa è una prova realizzata su grano duro biologico ad Asparetto di Cerea (VR). L’appezzamento è stato suddiviso in tre aree dove sono state effettuate tre tipi di concimazioni diverse. Due sono state concimate applicando la tecnica Starter: metodo che permette di mettere in contatto diretto il seme con il fertilizzante. Questo è possibile perché i pesi specifici del seme e del microgranulo sono molto simili, garantendo omogeneità fra la quantità di seme e di fertilizzante applicata.

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Figura 1: suddivisione dell’appezzamento in studio

Sulla sinistra in verde, si trova rappresentata la Tesi 1 dove è stata fatta la semina diretta con una dose di 100 kg/ha di Power BioAger.

L’area azzurra rappresenta il Testimone quindi, protocollo nutrizionale aziendale (nessuna concimazione alla semina).

Per ultimo la zona rossa a destra rappresenta la Tesi 2 ovvero la semina diretta con 50 kg/ha di Power BioAger.

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Figura 2: riempimento della tramoggia con miscela di seme e il microgranulare Power BioAger
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Figura 3: concimazione starter alla semina

Precedentemente è stato fatto un’analisi del terreno tramite un laboratorio accreditato che ha mostrato i seguenti risultati:

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Figura 4: Bollettino di analisi del terreno

Nella tabella sotto riportata, sono stati specificate le lavorazioni e i mezzi tecnici utilizzati in tutti e tre gli appezzamenti. La differenza fra il Testimone e le Tesi 1 e 2, è stata alla semina, in cui sul Testimone non è stata eseguita la concimazione e le Tesi sono state concimate con quantità diverse dello stesso fertilizzante biologico (Power BioAger) come detto in precedenza.

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Tabella 1: lavorazioni e mezzi tecnici utilizzati in tutti e tre aree

Quarantasette giorni dopo la semina, sono state scattate delle foto che mostrano il frumento germinato e il suo apparato radicale dove si evidenziavano notevoli differenze fra le tesi e il testimone.

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Figura 5: radici del Testimone, piano di nutrizione aziendale.
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Figura 6: radici delle piante corrispondenti alla Tesi 1, Power BioAger a 100 kg/ha
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Figura 7: radici delle piante della Tesi 2, Power BioAger a 50 kg/ha

Successivamente, alla spigatura sono state misurate le altezze di 10 piante per ogni test e contato il numero di spighe per metro quadro. Dopodiché, al momento della raccolta si è provveduto a fare una stima ad ettaro della resa di tutti e tre casi in studio e i risultati sono stati: 26 quintali per il Testimone, 32 quintali per la Tesi 1 e 36,5 quintali per la Tesi 2 (grafico 3).

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Grafico 1: n° spighe
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Grafico 2: altezza (cm) delle piante di frumento alla raccolta
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Grafico 3: resa ettaro (ql/ha)
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Tabella 2: numero spighe per mq
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Figura 10: altezza Testimone
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Figura 11: altezza Tesi 1, Power BioAger 100 kg/ha
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Figura 12: altezza Tesi 2, Power BioAger 50 kg/ha

Successivamente all’interno del laboratorio agronomico di Cerea FCP, abbiamo svolto delle analisi per ricavare il peso di mille semi (g) e il peso specifico apparente (kg/hl).

L’umidità del grano al momento della raccolta è stata rilevata al 17%. Posteriormente, il frumento è stato essiccato ottenendo una percentuale di umidità del 12%, con una perdita di prodotto quindi, del 3%.

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Tabella 3: Peso dei semi, peso specifico e rese ettaro
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Grafico 4: peso (g) di 1000 semi
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Grafico 5: peso specifico apparente (kg/hl)

Conclusioni

Dai risultati ottenuti si evince che con l’utilizzo di Power BioAger nella concimazione starter alla semina, si sono registrate rese ettaro più elevate con una qualità merceologica superiore: peso dei semi più alto, peso specifico apparente maggiore. Dal punto di vista dello sviluppo vegetativo si è osservato un apparato radicale più sviluppato e un’altezza delle piante maggiore e più spighe per metro quadrato (il doppio rispetto al Testimone nella Tesi 1)

La dose ettaro che ha dato i migliori risultati in termine di resa è stata la Tesi 2 (36,5ql/ha). La Tesi 1 (100kg/ha) ha predisposto la coltura nelle migliori condizioni nelle fasi iniziali (più piante per m2) favorendo un ottimo accestimento ma che non si è tradotto in produzione dal momento che, nelle fasi di levata e maturazione, non è stata supportata da un adeguata nutrizione azotata.

Impiegare i prodotti di qualità con le migliori tecnologie ha l’obiettivo di produrre di più impiegando meno risorse. La strategia Farm to Fork pone obiettivi sfidanti e il compito del sistema agricolo e di tutta la filiera, sia a mante sia a valle, sarà quello di innovare e perseguire uno sviluppo sempre più sostenibile.

Strategie nutritive per il vigneto: la concimazione autunnale

La corretta concimazione della vite previene ed evita i danni causati da carenze nutrizionali.
Concimare alla fine del ciclo produttivo favorisce uno sviluppo ottimale delle piante e un miglioramento qualitativo delle uve.

L’agricoltura di precisione, l’uso dei sistemi satellitari e mappe di prescrizione inoltre, consentono di ottimizzare l’uso dei fertilizzanti.

La concimazione autunnale in post-raccolta prima della caduta delle foglie, è una pratica colturale che non deve essere sottovalutata. È il momento migliore per reintegrare nel terreno ciò che è stato usato dalla pianta durante il ciclo e permettere alla vite di creare le riserve che le serviranno per affrontare l’inverno e la prossima stagione.

I macronutrienti fondamentali: azoto, fosforo e potassio devono essere disponibili per la pianta al momento giusto in modo di poter garantire una nutrizione adeguata già dalle prime fasi. Il fosforo è di grande importanza; si tratta di un elemento poco mobile nel terreno per cui si rende necessario procurarlo non solo nella quantità giusta ma di posizionarlo in maniera che possa essere velocemente assimilato dalle piante e così evitare possibili carenze e la manifestazione dei sintomi correlati.

I danni dovuti alla carenza degli elementi nutritivi si manifestano attraverso una diminuzione nella fotosintesi, foglie ingiallite o necrosate, piante poco sviluppate, uva di scarsa qualità e, nei casi peggiori, perdita della produzione. Si rende quindi necessario integrare tutti i nutrienti con la concimazione così che il terreno sia ricco e possa fornire alla pianta ciò di cui avrà bisogno durante il suo ciclo biologico.

Finita la vendemmia arriva il momento di concimare la vite e noi di Cerea FCP vogliamo condividere l’importanza e i vantaggi della concimazione autunnale.

I nostri consigli per la giusta concimazione del vigneto

In Cerea FCP vogliamo esservi utile nella scelta del concime ideale all’esigenze del vostro vigneto e aiutarvi lungo tutto il ciclo produttivo delle vostre piante. Per questo, negli ultimi anni, stiamo sviluppando un pacchetto prodotti/servizi per ottimizzare la concimazione della vite. Questo pacchetto comprende:

- prodotti granulari e speciali scelti, adatti a ogni fase del ciclo vegeto-produttivo

- un sistema di rilevamento satellitare che permette monitorare l’appezzamento e valutare diversi parametri tecnici da remoto. Per saperne di più potete leggere  collaborazione con Agricolus.

All’interno della nostra linea vite, i due prodotti consigliati per la concimazione sono Vinfrutto ad un dosaggio di 300 kg/ha e Bluactive ad un dosaggio di 400 kg/ha.

Vinfrutto è un concime organo-minerale granulare complesso NPK 8.6.14 con 3% ci calcio, 2% di magnesio, 30% di zolfo solubile e microelementi (boro, ferro, zinco) con un 2% di azoto organico e acidi umici.

L’utilizzo di Vinfrutto 8.6.14 in autunno garantisce:

  • una lenta cessione dell’azoto con un assorbimento frazionato nel tempo
  • rapporto C/N bilanciato che, insieme agli acidi umici, stimola l’attività microbiologica del terreno
  • una miglior assimilazione del fosforo poiché legato agli acidi umici
  • robustezza dei tessuti grazie alla presenza del calcio
  • potenziamento dei diversi processi metabolici nonché una minor incidenza di carenze nutritive grazie al magnesio, zolfo e i microelementi presenti
  • un miglioramento dell’allegagione grazie alla presenza di potassio e zolfo solubili
  • un aumento del grado Brix poiché zinco e potassio intervengono nei processi di produzione degli zuccheri

Blueactive è un concime minerale granulare complesso NPK 11.11.16 a basso tenore di cloro, con 2% di magnesio, 30% di zolfo solubile, boro e zinco.

L’utilizzo di Bluactive 11.11.16 in autunno garantisce:

  • un rilascio graduale dei nutrienti limitando le perdite
  • una nutrizione adeguata già dalle prime fasi
  • un miglior assorbimento del fosforo dato dalla sua solubilità
  • una minor incidenza di carenze nutritive grazie alla presenza dei microelementi
  • un aumento dell’attività fotosintetica poiché contiene magnesio e zolfo
  • una miglior fertilità del fiore dovuta alla presenza di boro e aumento dell’allegagione grazie al potassio e zolfo solubili
  • un incremento del grado Brix poiché zinco e potassio intervengono nei processi di produzione dello zucchero

L’opinione dei nostri clienti è il nostro slogan migliore

 In Cerea FCP crediamo che il modo migliore per avallare l’efficacia dei nostri prodotti e la qualità del nostro lavoro, sia attraverso i feedback che riceviamo dai nostri clienti.

Vi raccontiamo brevemente l’esperienza Cerea FCP avvenuta durante il 2019 in collaborazione con un’azienda vitivinicola ubicata nella collina Marchigiana. Ci troviamo in un vigneto con produzione di verdicchio dove fine del ciclo, si riscontrano sintomi di carenza, rese scarse e di bassa qualità.

Secondo le informazioni che ci riferiva Filippo Paolasini, agronomo dell’azienda, il vigneto manifestava alcune aree con forti deperimenti vegetativi e un ingiallimento fogliare molto diffuso.
Per approfondire al meglio le problematiche e dare una risposta, abbiamo eseguito uno studio basandoci sull’analisi del terreno del 2015 fornito dall’azienda e un’analisi dei piccioli fogliari (primavera 2019) dividendo l’appezzamento in due aree.

Figura 1. Vista aerea della ripartizione dei terreni presi in esame e della posizione dei due campioni TC1 e TN2

Dai risultati dell’analisi del terreno si osserva che il terreno campione 1 ha una tessitura argilloso-limosa (contenuto di argilla 36%). Si tratta di un terreno fortemente calcareo con una percentuale di calcare attivo molto elevato (174 g/kg), un pH di 8,1 e una CSC di 21.5 meq/100g.  Questo in combinazione con il terreno argilloso diminuisce molto l’effettiva disponibilità degli elementi nutritivi (insolubilizzazione dovuta alla formazione di sali)

Riguardo il terreno campione 2 si osserva una tessitura argillosa (48% di argilla), è un terreno fortemente calcareo con eccessiva presenza di calcare attivo (168 g/kg) e un pH di 8,1. La sua CSC è ancora più elevata, 24,9 meq/100g. Come nel caso precedente, questo in combinazione con il terreno argilloso diminuisce molto l’effettiva disponibilità degli elementi nutritivi.

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Tabella 1: risultati dell’analisi del terreno

Inoltre, dalla tabella si può osservare che il fosforo assimilabile in entrambi terreni è molto scarso. Questo è dovuto principalmente alla forte presenza di calcare attivo e a un pH molto elevato pari a 8,1. Il fosforo è un elemento poco mobile nel suolo il cui assorbimento viene influenzato fortemente dal pH alcalino, fattore che provoca l’insolubilizzazione attraverso la precipitazione come fosfati di calcio.

Successivamente, nella campagna 2019 (primavera) abbiamo eseguito un’analisi dei piccioli fogliari raccolti subito dopo la fioritura (foglia opposta al grappolo) al fine di valutare il loro contenuto di: calcio, magnesio, rame, ferro, zinco e manganese (Vedi tabella 2).

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Tabella 2: risultati analisi piccioli fogliari espressi in ppm

Dal confronto tra i dati riscontrati con quelli mostrati in bibliografia, possiamo affermare che gli elementi Calcio e Magnesio presentano valori inferiori a quelli ottimali[1] (3.000-5.000 ppm per il magnesio e 10.000-30.000 per il calcio).  Per quanto riguarda Rame e Zinco, invece, i valori riscontrati sono superiori, mentre nel caso del Ferro e il Manganese sono nella media.

Anche se l’analisi del terreno rilevava un valore di Magnesio scambiabile medio (TC1) ed elevato (TN2), con rapporto Mg/K ottimale in entrambi i terreni (3,3 e 4,1), le caratteristiche fisiche e chimiche del suolo in realtà (tessitura argillosa, calcare attivo e CSC elevato, pH 8,1) provocano una riduzione della disponibilità del magnesio. In queste condizioni Magnesio e Potassio entrano in competizione favorendo l’assorbimento e l’assimilazione del K svantaggiando il Mg. Motivo per cui, sia nell’analisi dei piccioli che nelle piante stesse, si sono riscontrati valori e sintomatologie dovute alla sua carenza.

[1] Grapevine Nutrition, Mark L. Chien, Penn State Cooperative Extension,Lancaster, PA,  lc12@psu.edu
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Figura 2. Evidenti sintomi di carenza di magnesio sulle foglie più vecchie. (10/06/19) -Foto scattate da F. Paolasini.
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Figura 3. Evidenti sintomi di carenza di fosforo (10/06/19) -Foto scattate da F. Paolasini

Dalla figura 2 si possono apprezzare i sintomi di carenza del magnesio sulle foglie più vecchie: ingiallimento con nervature più evidenziate in verde. Invece, nella figura 3 si osserva la mancanza di sviluppo delle piante, una stentata vegetazione, oltre che una fioritura molto scarsa, sintomi dovuti principalmente al mancato assorbimento del fosforo nelle fasi iniziali.

Dopo lo studio dei dati raccolti e dall’esperienza raccontata dall’agronomo Filippo Paolasini, il servizio agronomico di Cerea FCP ha suggerito d’intervenire con una strategia nutritiva mirata al fine di risolvere queste carenze.

Si è consigliato quindi, l’utilizzo di Vinfrutto 8.6.14 ad un dosaggio pari a 300 kg/ha nella concimazione di fondo in autunno e un secondo intervento prima dell’apertura delle gemme in primavera. Inoltre, si è suggerito d’integrare una concimazione di arricchimento per Fosforo privilegiando le tecniche di distribuzione in grado di posizionare il concime vicino l’apparato radicale (utilizzo di un assolcatore, vedi esempio figura 4).

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Figura 4. Interratore di concime. Foto Arizza Srl.

Abbiamo voluto chiedere all’agronomo Paolasini la sua esperienza con i prodotti Cerea FCP e vi lasciamo sotto un breve commento riguardo la collaborazione intrapresa con l’azienda:

Sono Filippo Paolasini, agronomo. Ho usato il prodotto Vinfrutto nella concimazione primaverile in un vigneto in provincia di Ancona. La scelta del concime è stata fatta dopo l'analisi fogliare eseguita dallo staff di Cerea FCP che ha mostrato, incrociando i dati con l'analisi del terreno, alcune carenze dovute a squilibri nel rapporto Mg/K. Apportando Vinfrutto in primavera e in autunno siamo riusciti a migliorare l'efficienza nell'assorbimento di alcuni elementi (magnesio e fosforo principalmente) riscontrando un netto miglioramento nello sviluppo delle piante

Soluzioni e strategie per la concimazione di fondo del frumento

Una corretta concimazione autunnale del frumento consente di ottenere più piante per m2 e una densità di spighe più alta.  Inoltre, l’utilizzo delle mappe di prescrizione e del controllo satellitare diminuisce gli sprechi e ottimizza i dosaggi dei fertilizzanti.

La concimazione è una pratica a cui prestare molta attenzione in tutte le stagioni, anche in autunno.

Siamo ormai vicini al periodo della semina del frumento e noi di Cerea FCP vogliamo condividere l’importanza e i vantaggi della corretta concimazione di fondo.

La concimazione di fondo ha lo scopo di re-introdurre gli elementi nutritivi che le piante hanno asportato durate il loro ciclo produttivo, al fine di mantenere costante la fertilità del terreno. Azoto, fosforo e potassio sono macronutrienti fondamentali per la crescita del frumento e per questo motivo bisogna fare in modo che siano a disposizione nei momenti corretti (fosforo e potassio principalmente sin dalle prime fasi e azoto soprattutto dalla levata in poi). In particolare, apportare il fosforo alla semina del grano è importante per garantire buona germinazione, ottimale sviluppo radicale e buon accestimento.

Il fosforo è poco mobile nel terreno (pochi mm all’anno), e per tale ragione deve essere posizionato vicino alle radici. Quindi apportare un concime già al momento della semina facilita i processi di assorbimento e aumenta l’efficienza d’uso dei nutrienti.

La nostra proposta nutritiva per il frumento

Cerea FCP ha messo a punto un pacchetto di prodotti e servizi per ottimizzare la concimazione del grano tenero e duro. La soluzione comprende:

  • prodotti granulari e speciali adatti a ciascuna fase del ciclo vegeto-produttivo
  • un sistema di monitoraggio satellitare che permette di osservare l’appezzamento di terreno e fare valutazioni tecniche direttamente dal computer. Abbiamo trattato questo argomento qui.

All’interno della nostra linea grano, proponiamo due prodotti Granoro e SuperPower Plus: il primo ideale per la classica concimazione di fondo di presemina (300-400 kg/ha) e il secondo ideale per la concimazione starter nel solco di semina (30-50 kg/ha).

Granoro 10.20 è un concime granulare complesso, organo-minerale con 10% azoto, 20% di fosforo, 4% calcio, 20% di zolfo, 7.5 % di carbonio organico (principalmente acidi umici).

L’utilizzo di Granoro 10.20 garantisce:

  • un equilibrato rapporto tra azoto e fosforo
  • un elevato contenuto di fosforo solubile prontamente utilizzabile dalla pianta
  • una facile assimilazione dei nutrienti grazie alla presenza di acidi umici
  • uniformità nell’emergenza ed un ottimo sviluppo dell’apparato radicale
  • l’aumento del contenuto proteico per la presenza di zolfo solubile
  • un migliore accestimento
  • un incremento del numero di spighe per mq
  • un maggior numero di spighette.

Di seguito i risultati in campo da noi ottenuti applicando Granoro 10.20 a 330 kg/ha in concimazione di fondo autunnale.

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Figura 1: percentuale di emergenza dopo 48 giorni dalla semina. Risultati ottenuti da Cerea FCP confrontando due appezzamenti della stessa varietà di frumento (Artù SN): destra concimazione autunnale con Granoro 10.20 a 330 kg/ha, sinistra senza alcuna concimazione (2017/2018).
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Figura 2: numero di spighe per mq dopo sei mesi dalla semina. Risultati ottenuti da Cerea FCP confrontando due appezzamenti della stessa varietà di frumento (Artù SN): destra concimazione autunnale con Granoro 10.20 a 330 kg/ha, sinistra senza alcuna concimazione (2017/2018).

SuperPower Plus 9.29 è un concime micro-granulare, minerale complesso 9% azoto, 90% di fosforo, 4% punti di calcio, 15% di zolfo con boro e zinco. È il prodotto ideale per una concimazione alla semina a contatto diretto col seme.

L’utilizzo di SuperPower Plus 9.29 garantisce:

  • un equilibrato rapporto tra azoto e fosforo
  • un elevato contenuto di fosforo solubile prontamente utilizzabile dalla pianta
  • una nutrizione più equilibrata già dalle prime fasi
  • un miglior assorbimento del fosforo poiché si trova in prossimità delle radici
  • un maggior numero di spighette
  • un aumento nel numero di spighe per metro quadro
  • un incremento del contenuto proteico del seme grazie allo zolfo solubile
  • un incremento nell’efficienza dell’uso dei fertilizzanti
  • uso di dosaggi più bassi
  • alta uniformità di distribuzione e la possibilità di applicarlo direttamente a con il seme

Di seguito i risultati in campo da noi ottenuti applicando SuperPower Plus 9.29 a 50 kg/ha direttamente nel solco di semina.

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Figura 3: percentuale di emergenza dopo 48 giorni dalla semina. Risultati ottenuti da Cerea FCP confrontando due appezzamenti della stessa varietà di frumento (Artù SN): destra concimazione autunnale con SuperPower Plus 9.29 a 50 kg/ha, sinistra senza alcuna concimazione (2017/2018).
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Figura 4: numero di spighe per mq dopo sei mesi dalla semina. Risultati ottenuti da Cerea FCP confrontando due appezzamenti della stessa varietà di frumento (Artù SN): destra concimazione autunnale con SuperPower Plus 9.29 a 50 kg/ha, sinistra senza alcuna concimazione (2017/2018).

Mappe di prescrizione

Le nuove tecnologie ci permettono di coltivare in modo più consapevole affiancando alle tecniche tradizionali strumenti di agricoltura di precisione.

Coltivare bene non è solo apportare i giusti nutrienti al momento giusto, ma anche distribuire i prodotti in modo più efficace.

Come raggiungere questo obiettivo?

Agricolus mette a disposizione uno strumento di agricoltura di precisione che permette di mappare l’appezzamento in un numero definito di aree con esigenze nutritive diverse. La finalità è ottimizzare la concimazione associando alle zone con le stesse necessità (zone omogenee) le unità fertilizzanti più adatte, creando così una mappa di prescrizione.

I vantaggi che potrai trarre nell’utilizzo di una mappa di prescrizione per la coltivazione del frumento sono:

  • apportare il quantitativo di fertilizzante corretto per la pianta
  • diminuire gli sprechi
  • riequilibrare i nutrienti nel terreno
  • ottimizzare la crescita della pianta
  • garantire un minor impatto ambientale del fertilizzante.
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Figura 5: esempio di mappa di prescrizione per la concimazione del grano

Conclusioni

Dalle prove svolte in campo possiamo vedere come effettuare una corretta concimazione di fondo sul frumento con Granoro oppure con SuperPower Plus (alla semina), consenta di ottenere un aumento dell’emergenza (più piante per m2) e una densità di spighe più alta per m2. In fine l’utilizzo delle mappe di prescrizione e del controllo satellitare consente di ridurre gli sprechi e ottimizzare i dosaggi dei fertilizzanti nelle varie fasi vegetative.

Per maggiori informazioni sul nostro pacchetto grano e sulle mappe di prescrizione, contattaci compilando il seguente form.

La coltivazione del pomodoro da industria: nuove strategie di nutrizione

Bacche più grandi, grado Brix più alto e un posizionamento migliore sul mercato: questi sono i risultati ottenuti dalle prove in campo condotte sul pomodoro da industria da Cerea FCP.

L’importanza del pomodoro da industria per l’agricoltura italiana

L’Italia è uno dei principali produttori di pomodoro da industria in Europa. La coltivazione del pomodoro da industria nel 2019 ha raggiunto una superficie totale di 77.437 ettari, con un aumento di circa il 7% rispetto all’anno precedente. Nel 2019, solo nel Nord Italia, la produzione è arrivata a un totale di 24.697.706 quintali rappresentando il 51% circa della produzione nazionale. (Fonte dati ISTAT)

Negli ultimi anni l’agricoltura biologica è stata protagonista di una forte crescita. In particolare, nel 2020 la produzione di pomodoro da industria con il sistema di coltivazione biologico ha raggiunto una superficie pari a 3.451 ettari. Questa coltura in regime biologico trova spazio principalmente nella provincia di Ferrara, dove occupa 2.212 ettari, seguita da Ravenna (416 ha), Parma (247 ha), Verona (173 ha) e Piacenza (120 ha). (Fonte dati greenplanet.net)

Questi dati evidenziano la crescente importanza della coltura del pomodoro da industria per l’economia del nostro territorio. Per raggiungere gli standard richiesti dal mercato, si rende necessaria una particolare attenzione dal punto di vista nutrizionale e agronomico. Diviene quindi fondamentale investire nella ricerca di concimi specifici, in grado di coprire le esigenze nutrizionali durante tutto il ciclo colturale.

In Cerea FCP cerchiamo di rispondere proprio a questa esigenza, proponendo concimi e prodotti speciali che assicurino produzioni con le giuste caratteristiche fisiche e organolettiche.

La proposta nutrizionale di Cerea FCP

Per confrontare la nostra proposta di nutrizione con le pratiche aziendali, sia in biologico che in agricoltura convenzionale, nel corso del 2020 abbiamo svolto delle prove sul pomodoro da industria. I test sono stati strutturati suddividendo gli appezzamenti in due aree: uno con la metodica nutrizionale proposta da Cerea FCP, l’altro mantenendo le pratiche colturali aziendali. All’interno dell’area di coltivazione sono stati eseguiti dei rilievi (casuali) su 1 m2 di superficie in tre punti diversi (totale 3 m2 per ogni tesi).

Appezzamenti del pomodoro da industria in prova

Le prove sono state condotte con l’obiettivo di:

  • Incrementare le rese produttive
  • Migliorare la consistenza delle bacche
  • Aumentare il contenuto di zuccheri (grado Brix più elevato).

Prova in agricoltura convenzionale (Veneto)
Nella proposta nutrizionale Cerea FCP sono stati usati i seguenti prodotti in fertirrigazione:

  • Calcito: correttivo con acidi carbossilici che agisce come attivatore del sistema radicale.
  • Proser MnZn: miscela di microelementi a base di Zinco e Manganese veicolati dagli acidi carbossilici.

Poco prima della raccolta, abbiamo prelevato dei campioni da cui abbiamo studiato i seguenti parametri:

  • N° di bacche rosse e verdi
  • Kg di bacche totali
  • Grado Brix

Questi i risultati ottenuti rispetto alla tecnica aziendale:

Tabella 1. Protocollo di trattamenti in agricoltura convenzionale

Poco prima della raccolta, sono stati prelevati dei campioni sui quali sono stati rilevati:

  • Resa bacche rosse (kg/m2)
  • Grado Brix

I grafici di figura 1 e 2 riportano i risultati ottenuti nella prova sperimentale del convenzionale.

Prova in Agricoltura biologica (Emilia-Romagna)
Nella proposta nutrizionale Cerea FCP sono stati usati i seguenti prodotti:

  • Verv Plus: idrolizzato proteico di origine animale con amminoacidi, azoto e carbonio organico, arricchito con microelementi.
  • Proser MnZn: miscela di microelementi a base di Zinco e Manganese veicolati dagli acidi carbossilici.
  • Proser Ca: concime fluido a base di Calcio e acidi carbossilici che aumenta la consistenza e l’elasticità dei frutti.
Tabella 2. Protocollo trattamenti pomodoro da industria in agricoltura biologica

Anche in questo caso, poco prima della raccolta, sono stati prelevati dei campioni sui quali sono stati rilevati:

  • Resa bacche rosse (kg/m2)
  • Grado Brix
  • Peso bacche medie
  • Incidenza marciume

I grafici di figura 3 e 4 riportano i risultati ottenuti nella prova sperimentale del biologico.

Conclusioni

La proposta nutrizionale FCP, sia in agricoltura biologica che in convenzionale, ha dato dei risultati molto incoraggianti sia per maggiore pezzatura di frutti sia per grado Brix più elevato rispetto alla tecnica nutrizionale aziendale.

Nella prova in agricoltura convenzionale nella tesi Cerea FCP si è ottenuta una resa ettaro più elevata (9,15 contro 7,90 kg/m2) e un grado Brix più alto (5,4 rispetto a 5,2). Questo ha permesso di spuntare un prezzo maggiore di 1,1 €/ton pari a 100 € ettaro solo come premio qualità, il quale va aggiunto alla PLV in più ottenuta per l’incremento produttivo totale.

Nella prova in agricoltura biologica si sono ottenuti dei risultati simili alla prova convenzionale. In particolare, la tesi Cerea FCP ha registrato un incremento nella resa (10,3 rispetto a 9,0 kg/m2), nel peso medio bacche (75,2 g rispetto a 65,7), nel grado Brix (4,5 contro i 4,2) e un’incidenza di bacche marce notevolmente inferiore (2,1 bacche/m2 rispetto 7,5).

Alta qualità unica via per il futuro del tabacco

In un mercato come quello del tabacco in cui le prospettive future non sono troppo rassicuranti, puntare sulla qualità, oltre che sulla resa, diventa una condizione necessaria.

Andrea Franceschi, giornalista de Il Sole 24 Ore, durante un convegno sul tabacco organizzato da Cerea FCP, fa un punto della situazione mondiale negli ultimi anni. Le 5 società che controllano il mercato mondiale, Philip Morris International, Altria, Japan Tobacco, British American Tobacco, Imperial Brands e China National Tobacco, hanno subito gli effetti di un consumo che è diminuito significativamente negli ultimi 10 anni. La Cina è l’unica nazione in cui il numero di fumatori è rimasto stabile.

Per limitare i danni, le aziende hanno puntato sui prodotti Rrp (reduced risk product), ovvero prodotti a rischio ridotto, quali sigarette elettroniche e dispositivi che evitano la combustione del tabacco. Tali prodotti sono tuttavia sotto esame (e sotto accusa) per la presenza delle componenti chimiche e la presenza di nicotina che crea dipendenza; inoltre, la percentuale di nicotina ha dei limiti al 7% in alcuni prodotti negli USA e al 2% in Italia.

Per quanto riguarda la situazione nella penisola, primo paese produttore in Europa, Il settore del tabacco ha subito diverse trasformazioni. Negli ultimi anni è calato il sostegno pubblico e i coltivatori dal 2010 al 2018 sono diminuiti notevolmente, da oltre 5.000 a 2.000. (dati Commissione UE), così come sono calate le superfici coltivate.

La qualità diventa, in questo scenario, un aspetto fondamentale su cui gli agricoltori devono puntare, oltre che sulla resa. “La fertilizzazione azotata ha un’influenza rilevante sulle proprietà fisico-chimiche che rendono il tabacco idoneo all’utilizzazione industriale, ma anche il calcio è importantissimo” spiega Giuseppe Ciuffreda, responsabile del servizio agronomico Cerea FCP. Una prova sperimentale svolta nel 2019 su diverse aree del veronese ha evidenziato questo aspetto. L’utilizzo di Calcito (9% di calcio solubile più 1% di magnesio solubili in forma liquida) assieme ad un biostimolante radicale (Proser MnZn, manganese e zinco in forma liquida) in 4 trattamenti da fine maggio a metà luglio, ha portato ad un aumento del 21,5% della sostanza secca per ettaro (+4,4q/ha di s.s.) rispetto al testimone. Tale incremento era evidente sia sulle foglie mediane che apicali.

Il calcio assimilabile determina uno stay-green prolungato, aumenta a dimensione delle foglie e, quindi, incrementa la resa e la redditività.

Alta qualità unica via per il futuro del tabacco

 

Cerea FCP: l’innovazione in Agricoltura

Osservazione da satellite di un campo e mappe prescrittive. Colori diversi indicano differenti condizioni di stress della coltura nelle diverse aree dell’appezzamento.

Cerea FCP presenta il nuovo servizio agronomico basato sull’osservazione delle colture da satellite. Questo nuovo approccio prevede, tramite il sistema di monitoraggio satellitare Sentinel 2, di offrire ai propri clienti un servizio innovativo, mirato e personalizzato in un’ottica di agricoltura di precisione e agricoltura 4.0.

Questo sistema consente, pur non essendo fisicamente in campo, il monitoraggio dei parametri della coltura (ogni 5 giorni) e l’individuazione tempestiva delle attività da eseguire:

  • sopralluoghi in specifiche aree del campo,
  • interventi tempestivi mirati ed efficaci,
  • una migliore pianificazione delle attività.

L’ufficio tecnico-agronomico di Cerea FCP sarà al fianco dell’agricoltore proponendo soluzioni e strategie adeguate, tutto questo grazie alle linee nutrizionali che Cerea FCP ha appositamente studiato per ogni singola coltura e per ogni esigenza dell’agricoltore.

Grazie ad un semplice dispositivo (PC, Tablet o smartphone), Cerea FCP dà all’agricoltore la possibilità di accedere ad una piattaforma e monitorare:

  • la salute della propria coltura,
  • l’andamento vegetativo con una precisione di parcelle di 10m x 10m,
  • lo stato idrico del terreno,
  • la creazione di mappe di prescrizione scaricabili (anche su dispositivo USB)

Cerea FCP crede che le nuove tecnologie possano accorciare le distanze tra agricoltori e tecnici, favorendo un’esperienza unica, innovativa ed efficace.

 

 

Per maggiori informazioni contattaci ai seguenti recapiti

Massimo – Cell: 334 6269063 / e-mail: massimo.rizzello@fcpcerea.it

Federico – Cell: 348 1838005

 

Cerea FCP non ferma le sue attività!

Gentile Cliente,

la Cerea FCP continua a lavorare: il nostro impianto di granulazione è attivo 24 ore al giorno; il dipartimento di logistica e spedizione è attivo dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì. Le attività sono state riorganizzate secondo quanto previsto e prescritto dalle indicazioni del Governo, al fine di garantire standard di sicurezza per tutti i lavoratori coinvolti. Le nuove tecnologie ci consentono di proseguire alcune attività direttamente da casa e per tale ragione potete contattarci per qualsiasi vostra necessità. I nostri recapiti:

Vendite Italia: Matteo Steccanella 

Mobile 345 48 04 778

Vendite Estero: Nicola Quintavalle

Mobile +39 391 319 8 707

Skype:  nicolaquintavalle

Il nostro impegno resta lo stesso, soprattutto in questo momento: produrre fertilizzanti per nutrire le piante e contribuire alla produzione del cibo.

Grazie

Workshop Rive 28 Novembre: Fertilizzazione del vigneto per uve di qualità

Il 28 Novembre, nel contesto fieristico del RIVE, rassegna internazionale di viticoltura ed enologia, si terrà il workshop “Fertilizzazione del vigneto per uve di qualità”. L’attività è organizzata da L’Informatore Agrario in collaborazione con Cerea FCP.

I temi trattati riguarderanno le tecniche di fertilizzazione della vite e gli approcci innovativi per incrementare la resa ma, soprattutto, la qualità dell’uva.
Cerea FCP metterà a disposizione dei presenti l’esperienza di chi, da 110 anni, produce e vende fertilizzanti.
Interverrà Federica Gaiotti, ricercatrice al Crea-VIT, centro di ricerca per la viticoltura.
L’incontro, della durata di un’ora, si terrà alle ore 10:30 presso la fiera di Pordenone – Padiglione 1 – sala vite.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione.
Per gli iscritti all’Albo Unico Nazionale dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali CFP come da regolamento CONAF 3/2013 (0,125 CFP).
L’evento rientra nel programma di formazione permanente dei periti agrari e dei periti agrari laureati (1 CFP).

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