Nano chitosano migliora la crescita, per piante più robuste e resilienti
Fcp Cerea ha testato l'efficacia di Nano.T® Chitosano su frumento, cetriolo e broccolo. I risultati delle prove effettuate in laboratorio attestano la sua capacità di supportare la pianta sin dalle prime fasi, anche in presenza di stress idrico
Nano.T® Chitosano rappresenta l'evoluzione tecnologica del chitosano tradizionale: si tratta di un polimero di origine naturale, derivato dalla chitina, impiegato per incrementare la capacità delle piante di resistere a differenti condizioni di stress.
Grazie alla sua struttura in scala nanometrica, la formulazione assicura una penetrazione nei tessuti vegetali significativamente più veloce ed efficiente rispetto alle versioni convenzionali.
Risultati sperimentali 2025: test condotti nei laboratori FCP
Nel corso del 2025 abbiamo svolto studi mirati a valutare l’efficacia del prodotto in condizioni di stress idrico, oltre agli effetti sulla germinazione e sulla formazione di tessuti vegetali più robusti e resistenti.
TEST DI TOLLERANZA ALLO STRESS IDRICO SU FRUMENTO TENERO
L’obiettivo della prova era analizzare l’efficacia del Nano.T® Chitosano applicato per via fogliare, utilizzando due diversi livelli di dosaggio, nel migliorare la capacità di adattamento delle piante in situazioni di deficit idrico.
La sperimentazione è stata condotta su frumento tenero.
Metodo
Nel corso di un mese sono stati eseguiti diversi trattamenti all’interno della nostra camera di crescita, a partire dalla fase di post-emergenza. Per ricreare condizioni di siccità, il volume di irrigazione è stato ridotto al 50% rispetto al fabbisogno standard della coltura (tab. 1).
Numero di repliche: 7.

Tabella 1. Tesi della prova su frumento. (Fonte: Fcp Cerea)
Al termine della fase di stress (deficit idrico indotto), tutte le tesi sono state riportate alle condizioni di irrigazione ottimali, ripristinando il corretto apporto d’acqua. I parametri analizzati hanno incluso il numero di culmi e la capacità di recupero, valutata visivamente tramite un sistema timelapse basato sull’acquisizione di un’immagine ogni ora per l’intera durata della prova.
Risultati
- Rapidità di recupero: le piante sottoposte al trattamento (tesi 3: 250 ml/100 L di acqua) hanno evidenziato una ripresa post-stress nettamente più veloce rispetto al controllo non trattato (tesi 2) (fig. 1). Per visualizzare il video clicca qui.


Figura 1: Piante di frumento durante la fase di stress idrico (nei vasi 2 e 3) e nella fase successiva di ripresa. Da notare il vigore superiore manifestato alla ripresa dalla tesi trattata (vaso 3) rispetto a quella non trattata (vaso 2). (Fonte: Fcp Cerea)
- Sviluppo vegetativo: il numero di culmi rilevato nella tesi trattata (tesi 3) è risultato comparabile in modo significativo a quello osservato nelle piante non sottoposte a stress (tesi 1, CTRL+), come illustrato in figura 2.

Figura 2. N° di culmi per ogni tesi al termine della prova (P ≤ 0,05). La tesi 3 (trattata con Nano.T® Chitosano) non si differenzia statisticamente dalla tesi 1 non stressata (CTRL+). (Fonte: Fcp Cerea)
Ottimizzazione della germinazione (sviluppo radicale) con due diverse modalità di applicazione
Tecnica 1: priming
Il prodotto è stato applicato mediante tecnica di priming: per ciascuna tesi sono stati selezionati 20 semi, sottoposti a sterilizzazione con alcol e successivamente risciacquati con acqua. I semi sono stati quindi immersi in una soluzione di Nano.T® Chitosano (125 ppm). Dopo un’ora di trattamento, sono stati rimossi dalla soluzione e lasciati asciugare a temperatura ambiente. In seguito, sono stati collocati in piastre Petri su carta filtro inumidita con 2 ml di acqua.
I semi della tesi di controllo hanno seguito lo stesso protocollo, con l’unica differenza dell’assenza del trattamento con Nano.T® Chitosano.
Prova su cetriolo
Lo scopo della prova era valutare l’efficacia di Nano.T® Chitosano sull’allungamento delle radici a distanza di 3 giorni dalla semina.
Risultati
Le piante trattate con Nano.T® Chitosano hanno mostrato una lunghezza media delle radici superiore di circa il 20% rispetto al testimone non trattato.

Figura 3. Lunghezza media delle radici al termine del test. La tesi trattata evidenzia una maggiore lunghezza della radice rispetto al testimone. (Fonte: Fcp Cerea)
Test su frumento
L’obiettivo della prova è valutare l’efficacia del prodotto in termini di incremento del peso dei semi germogliati e della lunghezza delle radici, a 3 giorni dal bagnetto.
Risultati
La tesi trattata evidenzia un aumento sia del peso dei semi germogliati sia della lunghezza radicale rispetto al controllo non trattato, con valori superiori di circa il 10% in entrambi i parametri (figg. 4 e 5).

Figura 4. Peso medio dei semi germinati al termine del test. A seguito del trattamento con Nano.T® Chitosano si ha un incremento del 10% del peso medio. (Fonte: Fcp Cerea)

Figura 5. Lunghezza media delle radici al termine del test. A seguito del trattamento con Nano.T® Chitosano la lunghezza totale delle radici è mediamente più lunga del 10% rispetto al testimone non trattato. (Fonte: Fcp Cerea)
Tecnica 2: applicazione in prossimità del seme
Prova su frumento per valutare l'efficacia del prodotto riguardo al peso dei semi germogliati e alla lunghezza delle radici dopo 3 giorni dal bagnetto.
Prodotto applicato direttamente nella piastra petri contente i semi, per simulare quindi un trattamento alla semina.
Risultati

Figura 6. Peso medio dei semi germinati al termine del test. A seguito del trattamento con Nano.T® Chitosano si ha un incremento del 13% del peso medio. (Fonte: Fcp Cerea)

Figura 7. Lunghezza media delle radici al termine del test. A seguito del trattamento con Nano.T® Chitosano la lunghezza totale delle radici è mediamente più lunga del 15% rispetto al testimone non trattato. (Fonte: Fcp Cerea)
Incremento della sostanza secca (broccolo)
Nel corso del 2024 è stata condotta una prova su broccolo in camera di crescita, con l’obiettivo di valutare l’efficacia di Nano.T® Chitosano sul peso della coltura.
Metodo
Il prodotto è stato applicato alla dose di 4 ml per tre interventi: al trapianto, dopo 5 giorni e successivamente a distanza di ulteriori 5 giorni. La prova è stata eseguita in duplice replica.
Risultati
A un mese e mezzo dal trapianto, le piante trattate con Nano.T® Chitosano presentano un incremento significativo del peso secco della parte aerea, con valori superiori di circa il 45% rispetto al controllo non trattato (NT) (fig. 8).

Figura 8. Peso secco medio al termine del test. A seguito dell'applicazione di Nano.T® Chitosano si è ottenuto un incremento del 45% del peso secco delle parti aeree dopo un mese e mezzo. (Fonte: Fcp Cerea)
Considerazioni finali
L’applicazione fogliare di Nano.T® Chitosano si è dimostrata altamente efficace nel mitigare gli effetti dello stress idrico. Le piante trattate evidenziano una maggiore rapidità di recupero dopo lo stress e un numero di culmi statisticamente paragonabile a quello delle piante coltivate in condizioni ottimali, riducendo in modo significativo il divario causato dalla carenza d’acqua.
Nano.T® Chitosano promuove inoltre uno sviluppo più vigoroso già nelle fasi iniziali del ciclo colturale. In cetriolo e frumento, il trattamento in priming ha determinato un aumento sia della lunghezza radicale sia del peso dei semi germogliati rispetto ai controlli non trattati. Nel frumento, l’applicazione alla semina ha consentito di ottenere risultati ancora più performanti.
La prova su broccolo conferma inoltre l’effetto positivo del nano chitosano sulla struttura della pianta: il trattamento ha evidenziato un marcato incremento del peso secco della parte aerea, indicativo di una maggiore robustezza e capacità di adattamento agli stress ambientali, oltre che di una migliore qualità della produzione in fase pre-raccolta, anche in condizioni di limitata disponibilità idrica.
Nel complesso, Nano.T® Chitosano rappresenta un significativo avanzamento tecnologico rispetto alle formulazioni tradizionali. Grazie alla sua superiore capacità di penetrazione e reattività, si configura come una soluzione versatile ed efficace per un’agricoltura moderna chiamata a fronteggiare le sfide del cambiamento climatico, contribuendo a garantire colture più sane, resilienti e produttive anche in contesti ambientali difficili.