Coltivazione, qualità e nutrizione del carciofo
Il carciofo (Cynara cardunculus subsp. scolymus) rappresenta una coltura orticola di notevole importanza economica a livello mondiale, e l’Italia è il leader della produzione seguita da alcuni paesi del nord-Africa e dalla Spagna, infatti la coltivazione è in gran parte concentrata nel bacino del Mediterraneo. Nel nostro paese le regioni più attive su questa coltura sono la Puglia, la Sardegna, la Sicilia e il Lazio con varietà di eccellenza riconosciute DOP e IGP. L’export è diretto soprattutto verso la Francia e la Germania.
I consigli nutrizionali per il carciofo
Una strategia di fertilizzazione ben pianificata deve contemplare una concimazione di base ma anche interventi in fertirrigazione e applicazioni fogliari perchè la coltura oltre ai macroelementi necessita di abbondanti apporti di calcio e magnesio, nonché di microelementi quali ferro, boro, zinco e rame.
La carenza di ferro è frequente e deve essere prevenuta con prodotti di facile assorbimento. Calcio e fosforo contribuiscono a rinforzare i tessuti e le pareti cellulari delle piante, limitando il fenomeno della filatura dei gambi e migliorando la shelf life. Un costante apporto di prodotti a pH acido e da acidi umici è consigliabile per accompagnare la coltura durante tutto il ciclo.
Di seguito potrai trovare la strategia più efficace per una corretta concimazione del carciofo.
POSIZIONAMENTO PRODOTTI PER FASE FENOLOGICA LINEA TRADIZIONALE
Per problematiche di clorosi ferrica si consigliano di interventi con Nano.T Fe per via radicale. Dose in funzione dell'indice di potere clorosante del terreno.
Per rinforzare e rendere la pianta più resistente a stress biotici e abiotici si consiglia l'utilizzo di Nano.T Cu fogliare ogni 15 gg da sviluppo vegetativo in poi.
In terreni salini, sodici, calcarei con pH alcalino aggiungere CALCITO alla dose ogni 25-30 giorni.
Per creare ambienti favorevoli a mantenere sani foglie, germogli e frutti utilizzare Nano.T Total
POSIZIONAMENTO PRODOTTI PER FASE FENOLOGICA LINEA BIO
Per problematiche di clorosi ferrica si consigliano di interventi con Nano.T Fe BIO per via radicale. Dose in funzione dell'indice di potere clorosante del terreno.
Per rinforzare e rendere la pianta più resistente a stress biotici e abiotici si consiglia l'utilizzo di Nano.T Cu BIO fogliare ogni 15 gg da sviluppo vegetativo in poi.
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Condizioni di coltivazione del carciofo e criticità
Il carciofo è una pianta perenne che predilige climi temperati con inverni miti ed è molto apprezzata dal punto di vista nutrizionale perché è ricca di fibre, antiossidanti e vitamine. Il prodotto è tipico della cosiddetta “dieta mediterranea” che suscita sempre maggior interesse nel mondo.
Una delle principali criticità è dovuta agli elevati costi di manodopera, in particolare alla raccolta. e alla crescente concorrenza internazionale.
Una particolare attenzione deve essere rivolta alla difesa da funghi, insetti e lumache/limacce pertanto è opportuno creare ambienti favorevoli a mantenere sani foglie, germogli e frutti.
l’atrofia del carciofo è dovuta a temperature troppo alte (al carciofo piace il freddo), sbalzi di temperature repentini e, soprattutto, a dosi eccessive o troppo frequenti di fitormoni (acido gibberellico). Il calcio ha anche una funzione fondamentale per ispessire e rinforzare il gambo. Si consiglia anche in abbinamento ai fitormoni (acido gibberellico) l’utilizzo di prodotti che concorrono all’irrobustimento delle pareti cellulari (Leaf P-Ca, Magnetical, Focus Ca).
La fase di post-trapianto è un periodo importante perché dobbiamo assicurare delle fondamenta molto solide alla pianta. un apparato radicale ricettivo e molto sviluppato ci permette di poter, in seguito, forzare e spingere la coltura senza problematiche di “filatura” delle piante e dei capolini. Perciò è buona prassi per il primo mese di coltivazioni concentrarsi solo ed esclusivamente sull’apparato radicale utilizzando prodotti che favoriscano l’attecchimento e lo sviluppo del capillizio radicale (Hydrostar, Supremo, Naturblack, Giove Bio Gold).
Dopo la raccolta del capolino centrale (mamma) è importante stimolare la pianta a produrre quanti più possibili capolini secondari (spalle) di qualità. sicuramente una mano ce la fornisce l'utilizzo di prodotti stimolanti (naturali e/o di sintesi) da dosare sempre con criterio. Prodotti ricchi di amminoacidi liberi (Giove Bio Gold), acidi umici e fulvici (Naturblack) e prodotti ad azione citochinino-simile (Crisco) svolgono questa azione e, nel contempo, hanno anche azione antistress (soprattutto contro temperature non troppo idonee e sbalzi termici).
L'atrofia è dovuta a condizioni ambientali non favorevoli e anche ad eccessi di utilizzo di fitormoni quali acido gibberellico. Leaf P-Ca, hydrostar, Magnetical, Focus Ca, Nano.T CaPO (anche in abbinamento ad acido gibberellico per inspessire le pareti cellulari e contrastare il fenomeno della “filatura” del capolino)contribuiscono a limitare il fenomeno.